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Audrey, occhi da gatta in un docufilm sulla diva

Scritto da il 30 Novembre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Moon river” – Audrey Hepburn

E’ bello navigar tra i sogni e la realtà, leggera come un fior. Una sintesi ad hoc per una figura iconica, una bellezza autentica. Audrey Hepburn, una diva ineguagliabile per il senso della moda.

Il suo fascino gentile ed ineccepibile ha ispirato molti personaggi hollywoodiani e non solo. L’opera cinematografica Audrey, un docufilm sulla sua vita, è in arrivo in Dvd e in streaming proprio oggi, 30 Novembre, per omaggiare, ricordare e rivivere a passi leggeri e impercettibili una donna innamorata dell’amore e della vita, candida e leggera come un fior.

Malinconia ed autenticità, il marchio vitale di Audrey

“La semplicità e la verità sono le sole cose che contano veramente. Vengono da dentro. Non si può fingere di averle”. Una donna che ha conservato, su ogni pezzo della sua pelle, l’integrità della sua infanzia difficile. Un vaso rotto che Audrey Hepburn ha ricostruito, giorno per giorno, raccontando a sé stessa e tramandando ai suoi figli i valori autentici della vita.

Audrey nacque alla fine degli anni ’20, durante il perido della seconda guerra mondiale, ed ebbe una vita infantile sospirata, senza allegria, trasandata ai limiti dell’eccesso. Una donna che ha combattuto per arrivare alla sopravvivenza. Fondando la sua vita su dei saldi principi: autenticità, eleganza ed umiltà, grazie ai quali venne notata nel mondo del cinema.

La leggenda degli occhi pieni di malinconia, forse può esser reputata vera, ma non ho mai conosciuto un’altra donna così forte, tenace ed autentica come mia madre: Audrey.Parla così di lei il suo secondo figlio, Luca, avuto dal secondo matrimonio con lo psichiatra italiano Andrea Dotti.

Durante il periodo della guerra, con l’abbandono da parte del padre simpatizzante per il partito nazista, la famiglia decise di trasferirsi in un paesino olandese e, data l’ostilità tra Gran Bretagna e Germania, lei dovette cambiare il suo nome in Edda van Heemstra, date le sue origini inglesi.

Vidi il suo primo film a quattro anni, era Sabrina, e capii, più crescevo con gli anni, che lei era sempre la stessa. La sua figura, la sua andatura composta ed elegante, il suo sorriso portatore di gioia, era lei. Costantemente. Sia sul set che nella vita di tutti i giorni” sono sempre parole di suo figlio Luca.

Non arginò mai la sua identità, pur cambiando il suo nome e cognome. Inseguì i suoi sogni, seppur la sua vita fosse colma di ostacoli. Appassionata di danza, intraprese da giovanissima questa carriera artistica. Eppure, non sfondò mai perché la sua figura non era adatta come ballerina. Non perseverò, ma cambiò rotta prendendo un’altra strada: il teatro.

Il mondo fantastico di Holiday, Anna e Sabrina in Audrey Hepburn

Quattro donne in una sola. Ed è considerato legittimo applicare la regola dello yin e yang alla figura di Audrey Hepburn, insieme ad Holly, Sabrina e la principessa Anna. Se Colazione da Tiffany è Holly Golightly, Holly Golightly è Audrey Hepburn che diventa un film da guardare, una giostra che ruota attorno alla figura incantevole della protagonista, così come avviene negli altri due film: Vacanze Romane e Sabrina.

«Ci pensi? Sono a Monte Carlo a girare un film francese. Il posto è meraviglioso e questa è la cosa più bella che mi sia mai capitata».

Audrey Hepburn – estratto da una lettera al suo amico e mentore Sir Felix Aylmer

La splendida Audrey esordì sul palco a 21 anni, grazie alla scrittrice Colette, nel ruolo di Gigì in Monte Carlo Baby, ed esplose così la sua carriera a Broadway.

Il suo primo ruolo nel cinema fu nel film The Secret People, nel quale interpretava una virtuosa ballerina ed è grazie alle sue doti danzanti che la sua carriera decollò verso il successo.

All’inizio, recitò la scena del copione, poi si sentì qualcuno gridare “Taglia!”, ma le riprese in realtà continuarono. Lei si alzò dal letto e chiese, “Com’era? Sono andata bene?”. Si accorse che tutti erano silenziosi e che le luci erano ancora accese. Improvvisamente, si rese conto che la cinepresa stava ancora girando… Aveva tutto quello che stavo cercando, fascino, innocenza e talento. Era assolutamente incantevole, e ci dicemmo, “È lei”!

William Wyler- regista

Ed è così che il regista William Wyler descrive il primo momento in cui vide l’attrice e decise immediatamente di scritturarla per il film Vacanze Romane nel 1952, che fu il primo che le consegnò il Premio Oscar come migliore attrice protagonista.

Successivamente si trasferì a Parigi, “la città in cui si ha libertà di sentirsi qualcun altro ed aprire le porte per fare entrare la Vie: la vie en rose.” Ed è questa la battuta che Audrey afferma con Sabrina, attraverso un sorriso celestiale, per il quale nel 1954 ci fu una nuova candidatura agli Oscar, ma che ricevette stavolta per i costumi. E, da quel momento in poi, divenne la diva dell’olimpo hollywoodiano.

Nel 1961 venne identificata come la figura più incisiva e rappresentativa del Cinema statunitense del XX secolo. In quell’anno rappresentò Holly nel celebre film Colazione da Tiffany, ripreso da un noto romanzo di Truman Capote e diretto dal regista Blake Edwards.

Sono un’introversa. Interpretare una ragazza estroversa è stata la cosa più difficile che io abbia mai fatto.” Ed è così che la Hepburn espresse il suo concetto verso il personaggio di Holly. Una protagonista così insolita, racchiusa nel suo mondo fantastico. L’unico posto in cui si sentiva al sicuro era nella gioielleria di Tiffany: “non può capitarti niente di brutto lì dentro”.


Fu la musa ispiratrice di Maria Callas. Una diva sublime, silenziosa, un’icona di stile ed eleganza, grazie a Givenchy che la vestì nei film che la resero un’attrice di grande successo. Una donna combattente nel campo del volontariato, tant’è che diventò ambasciatrice di Unicef. Con Audrey attraverseremo diverse tappe della sua vita cinematografica e tutto ciò che si nascondeva dietro i suoi splendidi occhi da gatta.


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