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Antartide, terra di scienza

Scritto da il 28 Marzo 2017

Venerdì 24 marzo Voicebookradio ha avuto il piacere di assistere al seminario “Antartide, terra di scienza” che si è tenuto al MIUR con il quale si è concluso il ciclo di lezioni dedicate a situazioni particolari della ricerca appartenenti al progetto “Articolo 9”, durato cinque anni.

Carmela Palumbo, Direttore generale Ordinamenti scolastici, ha spiegato come questo articolo sia centrale e tra i più importanti della costituzione perché mette assieme la tutela del nostro patrimonio e le attività di produzione delle attività scientifica e tecnica, a carico della presidenza della Repubblica.

Ogni anno sono stati effettuati diversi seminari riguardo un particolare aspetto dell’articolo e quest’anno si è voluta valorizzare la prima parte, in cui è scritto che la Repubblica promuove la ricerca scientifica.
Nella prima parte del seminario Carmela Palumbo ha spiegato la relazione tra cittadinanza attiva e ricerca scientifica: “(…)si può essere cittadini anche rispetto alla ricerca scientifica e come tali è importante partecipare attivamente e informarsi riguardo le attività della stessa”. 

Sicuramente la parte centrale dell’evento è stato il collegamento diretto con i ricercatori italiani e francesi in Antartide. Il progetto di questa equipe italo-francese che lavora nella stazione Concordia in Antartide ha diversi obiettivi. Sono partiti per osservare i cambiamenti climatici che avvengono e sono avvenuti in Antartide e nel resto del mondo attraverso lo studio di campioni di ghiaccio.

Nell’ultimo periodo sono andati a investigare per cercare un sito più adatto rispetto a Concordia per andare ancora più indietro nello studio della storia Antartica, anche fino a un milione e mezzo di anni!
Questi ricercatori hanno dovuto fare un viaggio di ben 2500km per cercare un luogo dove perforare il ghiaccio per una nuova base, sempre a temperature rigidissime che arrivano anche a -85°C.

Hanno poi risposto in diretta Skype dalla stazione Concordia, in Antartide, ad alcune domande fatte dagli studenti presenti in sala, spiegando inizialmente come sia stato difficile rimanere così lontani dai vecchi legami ma come sia stato bello instaurarne di nuovi all’interno della stazione.

Dopo l’imbarazzo iniziale sono arrivate molte domande.
“Vi capita spesso di uscire da soli o state anche in gruppo? Quanto lavorate?”
Simone Chicarella, capo della spedizione Concordia, ha risposto: “Le procedure di sicurezza della campagna invernale prevedono che si vada sempre in più di uno. Sapevamo che ciò che doveva fare uno dei ricercatori era facile e quindi oggi abbiamo preferito rimanere nella stazione. Per quanto riguarda il lavoro, si fa colazione alle otto e poi ognuno parte per la propria attività, sempre al di fuori della stazione, arrivando anche fino a percorrere 1,2Km, che dobbiamo fare a piedi. C’è uno chef e un’ora per pranzare, poi mezz’ora per un caffè e due chiacchiere; successivamente di nuovo attività lavorative fino, in teoria, alle cinque e mezza, ma in pratica si lavora sempre fino a ora di cena, ossia alle sette e mezza. Dopo cena però stiamo insieme e si trova sempre un momento per socializzare.”
Ha poi spiegato come “La scienza non dorme mai“, infatti è emerso che la domenica sarebbe il loro giorno di riposo, ma se l’esperimento necessità di intervento bisogna lavorarci sempre visto che ogni dato perso equivarrebbe a tantissimo lavoro perso.

Quali sono i risvolti delle vostre ricerche che state effettuando?
A questa domanda prende il microfono il responsabile del reparto elettronico che ci parla dei vari progetti all’interno della stazione, primo dei quali lo studio dei sismometri attraverso cui bisogna capire come si propagano le onde sismiche sulla superficie del globo: “(…)Il fatto di esserci garantisce importantissimi dati ai sismologi” afferma il ricercatore.
Nella stazione vengono fatti anche tanti altri esperimenti: uno ha a che fare con come la ionosfera modifica le onde elettromagnetiche attraverso le quali, ad esempio, loro hanno comunicato in diretta con noi, o ancora, l’Ice Memo, un progetto che permette di prendere campioni di ghiaccio, portarli in Antartide e studiarli.

Di tanto in tanto i sistemi della stazione generano allarmi nel momento in cui serve intervento e quindi è per questo che alcuni17554215_776721109162745_1103900986706641294_n.jpg (960×642) colleghi, a un certo punto della diretta, se ne sono dovuti andare di corsa. Come spiegano i ricercatori, l’alto livello di stress che affrontano ha come conseguenza un deficit del sistema immunitario.

Dopo questa affermazione arriva dal pubblico una domanda fondamentale: “Quali sono le caratteristiche che un ricercatore deve avere per partecipare a quest’esperienza?

Simone Chicarella risponde: “Servono competenze di
specializzazione in materia molto intense ma anche competenze trasversali che possano aiutare a svolgere altre attività e bisogna avere capacità fisiche e psicologiche non da poco. Viene fatto uno studio vero e proprio sulle capacità e competenze tecniche dei futuri ricercatori e serve buona muscolatura, buono apparato uditivo, ecc. Senz’altro però, la voglia e l’intenzione di fare quest’esperienza aiutano moltissimo.

Nell’ultima parte dell’evento ha parlato il responsabile del CNR spiegando in dettaglio i progetti portati avanti nella stazione e l’importanza mondiale che ha quell’equipe.