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Amore fuori dagli schemi

Scritto da il 24 Agosto 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Love Story” – Indila

La definizione della parola “omosessuale”, una persona che prova attrazione per il proprio sesso, è ormai conosciuta, ma forse non conoscevate che alcuni di questi noti personaggi lo erano:

Achille e Patroclo

Anche se la relazione tra i due non è mai stata detta esplicitamente è sempre stata chiara, dopotutto l’incipit dell’Iliade ci dice subito che il nucleo della storia non è la narrazione di una guerra tra Achei e Troiani, ma dell’ira di Achille, scatenata dalla morte dell’amato, oltre che da una banale questione di trofei contesi con il re Agamennone.

La stessa Teti, quando emerge dal mare per consolare il figlio in lutto, piange il giovane e lascia intendere, quando esorta Achille a prendere moglie, che è per conservare il rapporto con il sempre dolce, come lo definisce Briseide, che l’eroe non è ancora sposato.

In questo modo non è mai stato detto del rapporto tra Achille e Patroclo, anche se l’amore tra i due si legge, limpido, dai modi di fare del secondo e dai riguardi che il primo gli rivolge quando prende l’Armatura del Pelide nel XVI libro.

Saffo

La poetessa visse nel VII a.C. a Lesbo, ma la sua vita privata ci è oscura e misteriosa. Le sue liriche le dedica alle ragazze della sua scuola, decantando l’amore e venerando Afrodite, la dea greca dell’amore e della bellezza. C’è da tenere conto che in Grecia non era mal giudicato che le insegnanti avessero rapporti con le propri allieve all’interno del tiaso: si reputava, infatti, che l’amore omosessuale tra le ragazze fosse preparatorio a quello eterosessuale che aspettava le giovani una volta sposate. Ovviamente preservando la verginità delle fanciulle.

Adriano ed Antinoo

Non era una novità per i romani avere amanti uomini, ma dovevano essere dei ragazzi, adolescenti. La storia dell’Imperatore Adriano e del giovane Antinoo, di appena tredici anni, può essere perfettamente descritta da una frase della canzone Let Her Go dei Passengers:

“Only know you love her when you let her go
Ti rendi conto di amarla solo quando la lasci andare”
Let Her Go – Passengers

Adriano aveva più amanti e questo portò alla morte per annegamento del giovane, che non sopportava i tradimenti dell’imperatore. Dopo la sua morte Adriano ne divenne ossessionato: dopo aver fatto un calco del suo volto incantevole fece costruire statue per avere la sua immagine ancora intorno a sé; fece coniare monete e il 27 novembre, il giorno del compleanno del giovane, divenne festa nazionale; fondò addirittura una città a suo nome, Antinopoli. La loro storia è narrata su un obelisco che adesso si trova al Pincio, a Roma.

Brunetto Latini

Maestro di retorica di Dante Alighieri, viene collocato all’Inferno dal suo celebre allievo, che quando lo incontra lo tratta con rispetto e onore. La morale religiosa condannava gravemente la sodomia, ma per la morale laica non era un grande peccato, fino agli ultimi anni di vita di Dante.

Il fatto che fosse omosessuale, viene testimoniato non solo da Dante, ma anche da una poesia, S’eo son distretto jnamoramento, a cui l’amante, Bondie Diotaiuti, rispose con Amor quanto mi membra.

Michelangelo Buonarroti

I dubbi sull’orientamento del grande artista fiorentino sono da tempo dissipati, identificando in particolare Tommaso de’ Cavalieri come l’oggetto del suo amore, oltre che l’ispiratore di molti sonetti scritti da Michelangelo nella sua meravigliosa raccolta.
Le donne rappresentate dal maestro rinascimentale avevano caratteristiche mascoline, grandi membra muscolose, oppure erano stereotipate in un ideale di bellezza quasi irreale, come la Vergine della Pietà.
Riportiamo qui un esempio delle sue capacità nel celebre disegno che rappresenta il ratto di Ganimede da parte del dio Zeus.

Giacomo Leopardi

Non viene detto esplicitamente e il rispetto nei suoi confronti ha impedito a pettegolezzi di nascere dopo la sua morte, ma Giacomo Leopardi era omosessuale e ciò viene dimostrato dall’affetto contenuto nelle lettere indirizzate ad Antonio Ranieri, lettere d’amore a senso unico.

Paul Verlaine e Arthur Rimbaud

I due poeti che vissero alla fine dell’800, ebbero una relazione che durò due anni. Paul era sposato con Mathilde Manté de Fleurville, nonostante avesse scoperto in giovinezza la sua omosessualità. La tranquilla quotidianità dei due venne interrotta dall’arrivo del diciassettenne Arthur Rimbaud, che fu preso da Paul sotto la sua ala.

Il ragazzo era un ospite infernale, tanto che portò al divorzio della coppia, così i due poeti iniziarono a girare l’Europa. Tra alcol e droghe, i due composero numerose poesie di successo, ma dopo due anni la relazione era arrivata alla fine: Arthur reputava il più vecchio ormai una seccatura e i litigi erano diventati sempre più frequenti.

Il rapporto nocivo dei due terminò con una litigata, violenta come le altre, in cui Paul sparò sul polso ad Arthur con la pistola comprata per togliersi la vita. Rimbaud non si disperò e iniziò a viaggiare per il mondo, ma morì comunque giovane, tra le braccia della sorella Isabel, nel 1891.

Verlaine invece cadde in depressione e morì a Parigi nel 1896; si dice che, al passaggio del suo carro funebre, il braccio della statua dell’Opera della città che rappresentava la Poesia, si staccò e cadde.

La loro storia è stata raccontata dal regista Agnieszka Holland nel film del 1995 Poeti dall’inferno, con David Travis nei panni di Paul Verlaine e Leonardo di Caprio come il suo compagno.

Oscar Wilde

Non dichiarò mai di essere omosessuale, anche se su questo aspetto non esistono dubbi: la sua relazione con Lord Alfred Douglas, figlio del marchese di Queensberry, iniziata nel 1891, fu ciò che lo portò in carcere per due anni e, quindi, al divorzio con la moglie e all’allontanamento dei figli.

Il 18 febbraio 1895 il padre di Alfred accusò Oscar Wilde di sodomia e il 25 maggio venne condannato a due anni di lavori forzati, durante i quali il giovane lord non inviò nemmeno una lettera. Qui si ferì all’orecchio, una ferita che non fu mai curata e che gli causò la morte, tre anni dopo la scarcerazione, per meningite.

Brian Gilbert decise di raccontare la loro storia nel film del 1997 Wilde, con un suberbo Stephen Fry come protagonista.

Virginia Woolf

Attiva nella lotta per la parità dei sessi, nonostante la salute cagionevole, fu una delle scrittrici più significative dei primi anni del Novecento. Ebbe tre relazioni, escludendo quella con il marito.

La prima la ebbe da molto giovane con Violet Dickinson, che divenne la prima sindaca di Bath tra il 1899 e il 1900; il secondo rapporto fu con Vita Sackville-West e fu il più travolgente, la donna era sposata, ma in una coppia aperta, poiché anche suo marito era omosessuale; i tradimenti della Sackville-West spezzarono il cuore a Virginia, che le dedicò l’Orlando; l’ultima storia che ebbe fu con Ethel Smyth, compositrice e direttrice di orchestra, che compose La Marcia per le Donne, poco prima del suicidio della scrittrice.

Pier Paolo Pasolini

Fu il primo intellettuale italiano contemporaneo dichiaratamente omosessuale ed uno dei più brillanti uomini del Novecento. Ha scritto sulla tematica dell’amore tra due uomini e anche per questo venne ucciso in circostanze misteriose nella notte tra il primo e il secondo giorno di novembre del 1975.

Chi di loro conoscevate?
Chi è stata, invece, una scoperta inaspettata?


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