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Amae, una richiesta d’attenzione

Scritto da il 6 Gennaio 2020

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano: “Attention – Charlie Puth”

Esiste un modo per richiamare l’attenzione?

Il termine amae deriva dal giapponese ed è stato coniato dallo psicoanalista Takeo Doi. Questa parola viene solitamente utilizzata per definire un comportamento infantile, caratterizzato da lamentele, piagnistei e bronci, il tutto per richiedere l’attenzione altrui. Non si tratta di una prerogativa dei soli bambini, ma anche degli adulti, soprattutto in Giappone, dove questa tecnica è molto in voga. Quando hanno bisogno di qualcosa, le persone del luogo sfoderano le loro armi, in questo caso gli occhi, fingendosi timidi e scusandosi ripetutamente. Non a caso i personaggi manga vengono raffigurati con occhi grandi: proprio questi sono in grado di riflettere l’istinto amae.

Le amae non sono altro che un gioco a due, un approccio che non tutti accettano di assecondare, dunque è importante capire con chi poterlo praticare. Normalmente si distinguono amae negative e amae positive. In alcuni casi, quando il confronto tra i due soggetti non va a buon fine, si creano delle situazioni di malcontento e litigi. Secondo uno studio, ricorrere all’amae in età adulta è dovuto ad un rifiuto dell’infanzia. Dare ascolto in tenera età all’amae del proprio figlio o conoscente fa sì che quest’ultimo non sia soggetto a stati d’ansia. Come affermato da Takeo Doi:

Un bambino che piange e viene assistito diventerà sicuro, autonomo, indipendente e sviluppa la fiducia necessaria per esplorare il mondo, perché sa che sarà salvato se necessario. Uno trascurato, che piange perché deve addormentarsi e non viene consolato, non sa quando saranno soddisfatte le sue esigenze, quindi avrà meno fiducia e diventerà più bisognoso.

Takeo Doi

L’immaturità e l’infantilità sono solo due facce dell’amae. In realtà in essa si celano innumerevoli aspetti che permettono all’individuo di chiedere aiuto, rendendo i rapporti interpersonali più solidi. In fin dei conti, come sostiene Kumi Kuroda:

L’amae è un modo per fuggire dall’essere adulti almeno per un’attimo. Può fornire uno sbocco allo stress perché a volte anche gli adulti hanno bisogno di cure o attenzioni.

Kumi Kuroda

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