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Il curioso caso di Alice

Scritto da il 14 Gennaio 2021

Soundtrack da ascoltare durante la lettura – “Alice’s Theme” – Danny Elfman

Nel giorno della sua scomparsa voicebookradio.com omaggia Lewis Carroll. Matematico, insegnante e fotografo britannico che ricordiamo soprattutto come autore di famosi romanzi fantasy: Alice nel Paese delle Meraviglie e il seguito Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò.

Un rifugio fantastico

Alice

Bionda e graziosa, Alice, basta nominarla per capire di chi si sta parlando. Se si è piccoli e si è provvisti di una fervida immaginazione, non si può che desiderare quello che Parmenide non annetteva all’esistenza. «L’essere è e non può non essere, il non essere non è e non può essere», ma nel mondo di Alice, tutto prende vita con la fantasia. La storia la conosciamo: annoiata e infastidita dal tedioso mondo degli adulti, Alice compie un viaggio meraviglioso sulle tracce di un coniglio bianco che parla per rime imperfette. Non è così semplice raggiungerlo. Precipitata in un profondissimo cratere nel terreno, Alice è costretta a diventare ora estremamente piccola, ora estremamente grande per poter entrare nell’agognato Paese delle Meraviglie. Qui, la storia comincia.

L’autore

Il reverendo inglese Charles Lutwidge Dodgson – pseudonimo di Lewis Carroll – è un uomo dignitoso e rispettabile. Insegna matematica all’Università di Oxford, e lì rimane per tutta la vita, senza spostarsi troppo. Timido e riservato tra le aule universitarie, Charles si trasforma in Lewis quando ai calcoli matematici si sostituiscono le speranze dei bambini. Porta sempre con sé una valigetta piena di giocattoli e di oggetti stravaganti per divertirli, e quando, dopo irripetibili passeggiate, i bambini si riposano sulla sponda di un fiume Lewis inventa per loro una storia. Nasce così, da uno di questi racconti, il romanzo che tutti conosciamo: Alice’s Adventures in the Wonderland (1865), dedicato ad Alice Liddell, l’amica preferita di Lewis Carroll.

La sindrome

E se il sogno di Alice, perché di questo si tratta, fosse anche un brutto incubo? Nel 1955, infatti, lo psichiatra britannico John Todd descrive per la prima volta una sindrome, molto rara, che colpisce in particolare i bambini. Si tratta di un disturbo di natura neurologica che può accompagnare episodi di emicranie o crisi epilettiche. Il disordine prende il nome di Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie -o Sindrome di Todd- %perché include tra i sintomi delle alterazioni percettive, che consistono nel vedere gli oggetti o le parti del corpo di dimensioni ridotte o accresciute, proprio come accade alla protagonista del romanzo. Generalmente, i bambini che ne sono affetti guariscono in mondo graduale con la pubertà.

Svegliarsi, dunque, non dev’essere sempre così brutto, cara Alice.


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