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Alfred Hitchcock e la vendetta di Psycho

Scritto da il 19 Novembre 2020

Soundtrack consigliata durante la lettura: “Psycho, Prelude” – Bernard Herrmann

Un regista combattente, ribelle, pronto a voler contrastare e violare la censura hollywodiana, pur di raggiungere la fama. Alfred Hitchcock, maestro del brivido e precursore della suspance, copiò davvero Henry-Georges Clouzot per vendicarsi del suo insuccesso negli anni ’50?

Hitchcock, la sinfonia perfetta tra black humor e brividi

Un personaggio eccentrico, ironico e timido. Un regista portatore di black humor britannico nella Hollywood degli anni ’50.Sono un tipo poco socievole e per rilassarmi faccio film“, così si presenta Alfred Hitchcock nei suoi esordi. Regista di cinquanta film, consegnati tutti alla storia del cinema: Hitchcock è amato dal pubblico, ma snobbato dalla critica.

“Prendo in giro la gente, perché alla gente piace essere presa in giro.

Alfred Hitchcock

Agli esordi della sua carriera, invece, il regista britannico era conosciuto prettamente per i suoi cameo, spesso ironici, i quali vennero così apprezzati dal pubblico che decise di inserirli all’entrata dei suoi film, per non distrarlo dalla trama.

Nel 1950 il cinema americano vide un esplosione di pellicole horror. Eppure alcuni di questi film, tra cui La cosa di un altro mondo di Howard Hawks e La morte corre sul fiume di Charles Laughton, non avevano una rete intrinseca di esplicita violenza e tensione.

Hitchcock, in quegli stessi anni, presentò tre film, che caddero tutti nel buco nero della critica. Nel 1955 fino all’inizio degli anni ’60, il regista britannico cominciò a rinnovarsi, portando con sé quel nuovo che non veniva apprezzato, tra cui: Il ladro, La donna che visse due volte e La congiura degli innocenti.

Le case di produzione si rifiutavano di collaborare con il regista, eppure lui aveva bisogno di successo. Avrebbe fatto di tutto per raggiungerlo. Hitchcock aveva fama di essere scaltro nel creare degli stratagemmi, e arrivò addirittura ad aggirare il Codice Hays, ossia le linee guida che regolavano il contenuto dei film di Hollywood.

Partendo dalla decisione cosciente di voler assediare la critica, Hitchcock mandò intenzionalmente agli uffici della censura, durante le riprese di Psycho, alcune scene di violenze e nudi, per distrarli da alcuni dettagli minori che lui non era pronto ad annunciare.

L’identità pecuriale di Psycho:

Considerato uno dei film più celebri di Alfred Hitchcock nella storia del cinema, ci sono molte leggende e peculiarità che lo rendono misterioso. E non per la trama, ma per la verità nascosta dietro la figura del regista per arrivare al successo, grazie a Psycho.

Il film racconta la storia di un noto romanzo di Robert Bloch. La vicenda è su un serial killer spietato che uccise due persone nel Wisconsin tra gli anni ’40 e ’50. Alfred Hitchcock ne comprò tantissime copie, dopo aver acquistato i diritti, per tentare di salvaguardare la fama del suo futuro successo cinematografico, non svelando il finale.

“Il direttore di questo teatro è stato istruito, a rischio della sua vita, di non ammettere in teatro le persone dopo l’inizio del film. Qualsiasi tentativo di entrare, verrà fermato con la forza. L’obiettivo è, ovviamente, farvi godere di più il film.”

Ogni cinema nei quali uscì Psycho doveva mostrare questo poster all’ingresso, proprio per evidenziare ed esaltare in maniera quasi dispotica la visione integrale di questo capolavoro dell’horror.

L’ostilità nei confronti di Clouzot e il suo piano di vendetta per il successo:

Con Psycho, Alfred Hitchcock raggiunse l’eden della concentrazione e del coinvolgimento, a tal punto che durante la scena della doccia, inserita tra quelle più note e rilevanti nella storia del cinema, il regista e il cameraman erano così presi dalla ripresa cruenta dell’omicidio che nel momento in cui entrò la moglie del regista inglese, nonché sua collaboratrice, i due saltarono dalla sedia e furono presi da uno spavento inimmaginabile.

Ed era ciò che Hitch voleva nei suoi film: suspance, temi scioccanti e cruenti. Tutto reso in bianco e nero, proprio per l’accento forzato sulle riprese di scene violente in cui il sangue fa da protagonista. Riuscì a crearne un capolavoro, usando tecniche a basso budget già acquisite nel tempo: lavoro di preproduzione, riprese in studio tutto al chiuso e una troupe televisiva per spendere meno.

L’idea di vendetta per il successo partì da precedenti rivalità nei confronti di Henri-Georges Clouzot, un regista e sceneggiatore francese, il quale gli soffiò i diritti di Celle Qui N’Etait Plus per produrre I diabolici. Era un antagonismo che durava da anni, da prima di Psycho, dal quale ebbe origine la rivalsa.

Da principio Henri Clouzot ebbe la vincita del successo, mentre Hitchcock dal film La donna che visse due volte ne uscì fuori con un giudizio fallimentare da parte della critica. Successivamente, ancor prima che potesse prenderli il suo rivale, acquistò i diritti del romanzo, senza lasciare traccia di chi fosse stato.

E per vendetta, per rivalsa, per arrivare a toccare la vittoria copiò al suo nemico francese l’idea di marketing del poster, in cui invitata i suoi spettatori a non assistere a metà del film.

Hitchcock non solo voleva battere Clouzot, ma il suo obiettivo pricipale era umiliare I Diabolici. E riuscì, in maniera geniale e con estrema astuzia, ad aggiudicarsi un premio che valse la sua vittoria primordiale. Il film incassò 32 miliardi di dollari, sovrastrando il successo dell’acerrimo nemico francese, guadagnandosi l’onore del miglior film nella storia del cinema.

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