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A Milano la nuova frontiera dell’economia circolare

Scritto da il 17 Ottobre 2019

Durante la lettura si consiglia l’ascolto di: “Via del campo – Fabrizio de André”

Sempre più spesso si sente parlare di ‘tecnologie verdi’, quella commistione di innovazione e scienza ambientale finalizzata a modificare il volto di infrastrutture ed oggetti di uso quotidiano in modo che vadano ad impattare quanto meno possibile sul nostro pianeta malato.

Un ottimo esempio di questo concetto viene proprio da una città italiana, il capoluogo lombardo Milano, dove Metropolitana milanese, il servizio di gestione delle acque pubbliche locali, sta per avviare la sperimentazione di un sistema, già presente in altre nazioni europee, in grado di riutilizzare le acque delle fognature per produrre energia. Come spiega Andrea Aliscioni, direttore di MM:

Le acque reflue hanno una temperatura costante tutto l’anno di 15-20 gradi, costituiscono quindi un pozzo termico da cui si può recuperare calore: abbiamo così una fonte che ci consente di evitare di scavare pozzi e non intaccare la falda che è vulnerabile.

Andrea Aliscioni

Abbattimento delle emissioni di CO2, costi contenuti, economia circolare, energia pulita: queste le parole-chiave che meglio descrivono i pregi di un sistema che, dopo un periodo di test che prenderà il via a partire da Novembre (anche se esiste già un prototipo funzionante nella vicina Nosedo), potrebbe ben presto venire implementato anche nelle altre maggiori città del Bel Paese.

Quanto al suo funzionamento, si basa su un principio piuttosto intuitivo: quello di recuperare le acque reflue per incanalarle in uno scambiatore di calore costituito da un fascio di tubi, andando così a produrre, per l’appunto, un utile scambio termico. Senza contare che il processo funziona anche al contrario, andando (se necessario) a produrre un raffreddamento che potrebbe fare la differenza soprattutto nei mesi estivi.

Certo, non si può fare a meno di non tenere conto dei punti deboli che un’invenzione di questo tipo può avere, come il fatto di non riuscire comunque a soddisfare il 100% del fabbisogno di calore (o di refrigerio) dei condomini di un palazzo di dimensioni medio-grandi, così come i costi di installazione dell’impianto, ma rimane pur sempre il fatto che a fronte di una spesa tutt’altro che inarrivabile si dimezzerebbe la bolletta del gas e al contempo si darebbe un decisivo contributo alla causa ambientale.


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