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Caccia ai trasgressori

Scritto da il 12 Febbraio 2020

Tirate forse le somme della pesca illegale nel pacifico grazie al gentile contributo di uccelli marini

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano “a l e x – i  love  you

L’oceano: regno sconfinato e ricchissimo di risorse, da sempre fonte incredibile di sostentamento per la razza umana, troppo spesso idealizzato come fabbrica inesauribile di cibo esentata da cose come sofferenza e depauperamento.

I dati parlano chiaro: negli ultimi soli 40 anni la fauna ittica si è ridotta del 39%, con i consumi umani che non sembrano assolutamente diminuire e che anzi, evidenziano il fatto che prodotti come pesce, molluschi e crostacei stiano prendendo sempre più piede nella dieta dell’umanità, ovviamente a discapito della biodiversità marina, del tempo di recupero lasciato all’habitat per rigenerarsi e dell’armonia tra specie.

E se già la pesca standard (spesso con reti a strascico che devastano il bioma del fondale e non fanno distinzioni fra “piccoli” e adulti di qualunque specie) senza consapevolezza fa già abbastanza danni da sola, ci si aggiunge poi il “carico da 90” della pesca illegale e non regolamentata, attraverso cui centinaia di migliaia di tonnellate di pesce vengono prelevate senza la possibilità di tracciarle ed agire di conseguenza. Esercitata da uomini senza scrupoli, è abbastanza diffusa che può essere difficilmente monitorata ed eventualmente punita, soprattutto quando non si parla di un Mediterraneo ma di un intero oceano intercontinentale.

In questo panorama, emerge il tentativo di alcuni ricercatori dell’Università di La Rochelle di dimostrare come alcuni animali possano giocare un ruolo determinante nel controllo e nella tutela dei mari. Quest’ultimi infatti, osservando la tendenza degli albatros di inseguire i pescherecci, hanno ideato un sistema per individuare i “bracconieri” e capire le vere somme di questo mercato illegale: attaccando un gps a questi volatili e incrociando i risultati con una mappa tracciante tutti i pescherecci è possibile capire quando e dove si verifica un reato. Un network di facile uso insomma, affetto da poche ma semplici variabili e potenzialmente l’inizio del nostro controllo a base animale dell’oceano.

“Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto,l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce pescato,vi accorgerete che non si può mangiare il denaro”


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