50 anni dal primo Gay Pride: l’orgoglio lgbt+ in tutto il mondo

Scritto da il 28 Giugno 2020

Durante la lettura si consigli al’ascolto del brano “Crazy In Love – Beyoncè ft. Jay-Z”.

Oggi, 28 giugno, ricorrono i 50 anni dal primo Pride (allora chiamato Gay Pride), che si tenne a New York nel 1970 per celebrare i Moti di Stonewall dell’anno prima. La notte del 27 giugno 1969 avvenne infatti il primo scontro, quando la polizia irruppe nello Stonewall Inn, un bar gay nel quartiere di Manhattan.

La battaglia continuò nelle strade del Greenwich Village per sei giorni e vide le forze dell’ordine scontrarsi con clienti omosessuali, tra cui le icone trans come Marsha P. Johnson e Sylvia Rivera. Proprio in memoria di quegli scontri si tenne l’anno successivo il primo Gay Pride. Questo venne considerato il momento di nascita del movimento moderno di liberazione gay e il 28 giugno è stato scelto come data della “giornata mondiale dell’orgoglio LGBT” o “Gay Pride”.

Eppure lo stesso Stonewall Inn, il locale da cui partì tutto, rischia di chiudere in seguito alle rigide misure di sicurezza imposte per il Coronavirus, perciò i proprietari hanno lanciato una raccolta fondi su per pagare affitto e assicurazioni, che ha trovato già tantissimi sostenitori. Il bar è infatti considerato il simbolo della lotta per i diritti della comunità lesbian, gay, bisexual, transgender, e dal 1969 è diventato meta di pellegrinaggio di attivisti e curiosi.

Quest’anno le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria hanno reso impossibile lo svolgimento delle parate Pride. Tuttavia, in questo weekend, in diversi luoghi, fisici e virtuali, e con diverse modalità, è stata comunque celebrata la giornata di mobilitazione che si tiene ogni anno nel mese giugno. La principale iniziativa è stata la Global Pride: una maratona di 26 ore online, cominciata sabato 27 giugno alle 7:30 (ora italiana), che ha coinvolto i Pride di tutto il mondo. Da Nuova Zelanda, ad Australia e Giappone, fino a raggiungere, a fine kermesse, gli Stati Uniti, il paese che ha visto nascere il movimento di protesta. In particolare, dal nostro Paese è intervenuto il Torino Pride con il cantante Osvaldo Supino e il direttore dell’Unar Triantafillos Loukarellis, il Molise Pride con Vladimir Luxuria, il Lazio Pride con Tiziano Ferro e la rete Ondapride con i cori lgbti di tutta Italia, in un’inedita versione di “Bella Ciao“.

Tuttavia in alcune città italiane si sono ugualmente svolte dei raduni in onore di questa ricorrenza: è il caso della “Marciona”, una biciclettata per le strade di Milano. L’iniziativa è partita nel pomeriggio da via Confalonieri e ha attraversato tutta la città.

Pride day: oggi, domani, sempre. Milano è inclusione, diritti e umanità!

Ha scritto il sindaco di Milano Giuseppe Sala suoi suoi social. Infatti, tra i tanti monumenti che si sono illuminati con i colori della bandiera arcobaleno, c’è proprio Palazzo Marino, la sede del Comune di Milano, che ha aderito all’iniziativa sostenendo la comunità Lgbt+ milanese.

Stessa idea hanno avuto centinaia di organizzazioni nelle capitali europee che, solidali alla causa nonostante il timore per il Covid-19, hanno visto svolgersi sfilate ed eventi “non ufficiali”.


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