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40 anni di Iron Maiden

Scritto da il 14 Aprile 2020

Durante la lettura si consiglia l’ascolto di “Iron Maiden – Iron Maiden”

40 anni fa usciva il primo album degli Iron Maiden omonimo. In seguito all’esordio, il gruppo venne subito riconosciuto come tra i più influenti della New Wave of British Heavy Metal. L’album è infatti collocato alla tredicesima posizione dei 100 migliori album metal di tutti i tempi secondo Rolling Stones.

Tuttavia all’inizio non venne data molta fiducia al genere che il gruppo voleva portare al pubblico dato l’imperversare del punk negli anni ’80. Cambiare genere infatti era il compromesso che le case discografiche gli avevano imposto per una pubblicazione. La EMI invece gli riconobbe la giusta validità: da quel primo esilarante esordio, ora il gruppo è inserito a pieno tra i capi saldi del metal insieme a Judas Priest, i Saxon, i Motörhead, i Diamond Head, gli Angel Witch, e Def Leppard.

Sebbene gli Iron Maiden criticassero la qualità della produzione, l’album ha riscosso gran successo commerciale e i favori della critica. I fan infatti rimasero entusiasti proprio per la qualità così grezza del prodotto. Inoltre la pubblicazione del disco supportata da un tour europeo, li portò ad avere un’inaspettata schiera di ascoltatori anche fuori dal Regno Unito. Steve Harris racconta:

The prestige of doing so well in the UK had turned into a sort of word-of-mouth thing, and we’d turn up in places like Leiden, in Holland, places we’d never even heard of, and they’d have these massive banners waiting for us with ‘Iron Maiden Go Over The Top’ written on them and all this. It was unreal.

Ad aprire l’album Prowler, seguito da Remember Tomorrow. Poi Running Free, brano autobiografico scritto da Paul Di’Anno,sebbene abbia confessato di non aver mai passato un notte in prigione. Racconta infatti: “Parla di un ragazzo sedicenne che corre libero come un pazzo”, dunque un inno di libertà.

La ballata Strange World reputata sola opera di Harris, è in realtà nata anche dal contributo di Paul Day, che aveva fatto parte della band dal ’75 al ’76. Poi Charlotte the Harlot, è il primo di quattro brani della band ispirati a una prostituta. Dave Murray che l’ha scritta ha dichiarato che il soggetto della canzone non è affatto un’ invenzione, ma è tratto proprio da una storia vera. Phantom of the Opera, brano da 7 minuti, si avvicina al prog con i suoi consistenti cambi di ritmo. Si ispira a all’omonimo film e romanzo. Transylvania è una traccia strumentale di chi è stata realizzata una meravigliosa cover dagli Iced Earth. Infine la title track eseguita nei concerti spesso a chiusura.

Dopo pochi mesi Iron Maiden fu pubblicato in Canada e negli Stati Uniti con l’aggiunta del brano Sanctuary; nel 1998 divenne la seconda traccia dell’album rimasterizzato dalla EMI. Comunque Phantom of the Opera, Running Free, Sanctuary rimangono le canzoni più eseguite durante i loro live. A colpire anche la copertina, realizzata da Derek Riggs che raffigura quella che sarebbe diventata la mascotte del gruppo, Eddie, dal volto scheletrico e gli occhi spiritati.


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