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39 anni fa ci lasciava Bob Marley

Scritto da il 11 Maggio 2020

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano “Redemption song – Bob Marley”

L’11 maggio 1981 moriva a soli 36 anni Bob Marley. Nella sua breve ma prolifica carriera, non solo ha diffuso a livello mondiale la musica giamaicana, ma è stato grande propulsore del movimento rastafariano.

Per capirne l’importanza proprio nel suo paese e nel mondo, ecco alcuni numeri e curiosità. Nel 1990 in Giamaica, il 6 Febbraio venne proclamato festa nazionale per commemorare il giorno della sua nascita. La compilation postuma, Legend, rilasciata nel 1984, è l’album reggae più venduto con più di 20 milioni di copie. Inoltre il Time ha scelto Exodus di Bob Marley & The Wailers come l’album migliore del 20esimo secolo. Infine One Love è stata designata come Song of the Millennium dalla BBC. Ripercorriamo ora la sua vita.

Bob Marley crebbe a Trench Town, ghetto di Kingston, immortalato nei brani: No Woman No Cry, Trench Town Rock e Trench Town. Nei primi anni ‘60 cominciò a fiorire l’industria musicale anche in Giamaica, dove si sviluppò lo Ska. Lo Ska era una reinterpretazione locale del soul e del blues. L’impatto di questo genere sui giovani fu clamoroso.

Fu proprio cavalcando la cresta dell’onda che Marley, Bunny Wailer, Peter Tosh, Junior Braithwaite, Beverley Kelso, e Cherry Smith formarono la band ska The Teenagers. Cambiarono poi diverse volte nome fino a diventare The Wailers. Il produttore Chris Blackwell consentì alla band di fare uscire il loro primo folgorante album Catch A Fire. Rilasciato nel 1973 ebbe un successo clamoroso.

La maggior parte dei testi erano scritti proprio da Bob Marley, leader, cantante e chitarrista del gruppo, che presto divenne la voce di una generazione. Le sue parole profetiche, miste alle melodie ipnotiche ammaliarono milioni di giovani. I brani invitavano alla libertà e all’uguaglianza e proverbiale fu il suo impegno politico: Marley si batteva contro l’oppressione politica e razziale. Inoltre i suoi dreadlock, simbolo dell’adesione al rastafarianesimo, ormai indissolubilmente legati alla sua figura nell’immaginario comune, erano il suo biglietto da visita.

Nel 1974 il gruppo si sciolse, ma Bob continuò ad esibirsi nella carriera da solista con nome di Bob Marley & the Wailers. Questo fu il periodo di consacrazione a artista di fama Internazionale. Ricordiamo le hit Jamming, Waiting in Vain, One Love/People Get Ready, I Shot the Sheriff, No Woman No Cry.

Nel 1977 gli fu diagnosticato un melanoma maligno che cresceva sotto l’unghia dell’alluce. Intanto pubblicò il suo ultimo album Uprising, denso di significato religioso. Purtroppo la sua salute peggiorò considerevolmente. L’ultimo concerto di Bob Marley si tenne il 23 settembre 1980 a Pittsburgh, Pennsylvania. Poi la morte che lo colse prematuramente. Il giorno del suo funerale tenuto il 21 maggio 1981, non partecipò solo una folla commossa di centinaia di migliaia di persone, ma assistettero alla cerimonia anche il Primo Ministro ed il leader dell’opposizione. Dopo il funerale il corpo fu portato al suo luogo di nascita, dove si all’interno di un mausoleo, divenuto meta di pellegrinaggio per i fan.

Nel 1994 venne inserito nella Rock and Roll Hall of Fame e nel 2001 è stato insignito del premio Grammy alla carriera. Nel 2001 è stato prodotto il documentario Rebel Music, che ripercorre la sua vita.


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