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25esima edizione “Aeterna Roma”

Scritto da il 10 Aprile 2017

Campidoglio per articolo Aeterna RomaSi sa, tutte le strade conducono a Roma.
Roma è la capitale di un impero perduto che ancora oggi non smette di manifestare la sua grandezza, la sua potenza.
Siamo giunti ormai a ben 2770 anni dalla fondazione della città, dal quel significativo 21 aprile 753 A.C., anno in cui la mitologia romana vuole che Romolo, discendente dalla stirpe reale di Alba Longa, uccise il fratello Remo per aver, secondo questa versione, oltrepassato il pomerium, cioè le mura che i due avevano appena eretto.
Le vicende successive poi si conoscono, si conoscono i famosi sette re di Roma, primo fra tutti proprio Romolo, e tutta la magnifica e contorta storia a venire, che è ancora oggi oggetto di studio e punto di riferimento.

Ogni anno, il 21 di aprile, a Roma si celebra la nascita della Capitale con la manifestazione che prende il nome di “Aeterna Roma” dal poema narrativo ideato e scritto da Angelo Lattanzi.
“Aeterna Roma” vede quest’anno la sua 25esima edizione nella giornata di giovedì 20 aprile; è stato scelto, infatti, di anticipare i festeggiamenti del Capodanno romano proprio per festeggiare simbolicamente nell’ultimo giorno dell’anno dalla fondazione.

Il copione, come in ogni edizione, è ricco e molto interessante e vede la partecipazione di diversi protagonisti:

  • Il coro “Aeterna Roma”, composto da oltre 100 coristi ad hoc, cioè creato proprio in occasione dei festeggiamenti del capodanno. Preparati dal Maestro Guglielmo De Santis, con due solisti d’eccezione, il coro è in realtà la fusione di altri 5 gruppi di cantori: “Ostia Antica di S. Aurea”, “Corale Polifonica CASC – Banca d’Italia”, “Cantores Musicae Mundi” di Roma, “Canto Libero” di Castel Gandolfo – Roma, “Romanae Voces” di Roma;
  • L’ orchestra “La Diana”, composta da Maestri del Conservatorio de L’Aquila, diretti dal Maestro Giuseppe Galli;
  • 4 lettori che, nelle vesti di narratori, racconteranno la storia di Roma dal 753 a.C. ad oggi;
  • Il Laboratorio Teatrale “La Pergula” del Gruppo Storico Romano, che metterà in scena alcune parti della storia romana narrata precedentemente dai lettori o cantata dal Coro.
    Il Gruppo Storico Romano ogni anno organizza diverse attività in occasione delle festività tradizionali romane: celebre il Corteo di 2.000 Rievocatori del 21 aprile che partono dal Circo Massimo, passano per Piazza Venezia e Via dei Fori Imperiali, girano intorno al Colosseo per poi ritornare al Circo Massimo; festeggiano inoltre le “Palilie” (antichissima festa pastorale romana in nome del numen Pale, celebrata per purificare le greggi ed i pastori); mettono in scena l’Uccisione di Cesare a Largo Argentina il 15 marzo; fanno l’accensione del fuoco sacro, il tracciato del solco di Romolo, e moltissime altre cose…

Nel 17 a.C., l’Imperatore Ottaviano Augusto volle e ordinò, in occasione dei “Ludi Saeculares”, che fosse composto un inno cantato da giovani fanciulle sul Campidoglio. Per il testo fu incaricato Quinto Orazio Flacco, il quale ideò il famosissimo “Carmen Saeculare”, ancora oggi oggetto di studio nei licei classici e nelle Università.
Ebbene, dopo 2034 anni da quel giorno, “Aeterna Roma” ripropone quello stesso inno, seguendo la volontà dell’Imperatore Ottaviano.

Si eseguiranno poi brani di Hans Zimmer, Ludwig van Beethoven, Ennio Morricone, Delfino Thermignon, Teresa Procaccini, G. Civitillo, Charles Gounod, Antonelo Venditti, Giacomo Puccini e Michele Novaro.

La bibliografia di riferimento è basata su testi di Tito Livio, Virgilio, Dante, Tacito, Plutarco, Indro Montanelli e molti altri italiani e stranieri, contemporanei e non.

Lo spettacolo avviene col Patrocinio del Comune di Roma ed è inserito all’interno dei festeggiamenti, per la celebrazione della fondazione di Roma, promossi dal Comune.

Ora, però, sorgerebbe spontanea una domanda: perché partecipare?

Perché si tratta di un modo per mantenere viva una tradizione che persiste ormai da molti secoli; una tradizione che un tempo aveva un importanza tale da riunione l’intero popolo romano in calorosi festeggiamenti e celebrazioni.

Come negarsi, poi, la possibilità di celebrare due capodanni in uno stesso anno?

 

 

 

 


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