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200 anni dell’Infinito di Leopardi, l’omaggio di Einaudi Ragazzi ad un capolavoro senza tempo

Scritto da il 20 Febbraio 2019

L’Infinito

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare. 

Giacomo Leopardi

Esistono due modi di leggere una poesia: con la testa e con il cuore. Il vero peccato è che sono sempre di meno i ragazzi e gli adulti in grado di andare oltre il primo impatto, al di là delle apparenze, per lasciarsi guidare dai versi nel mondo nascosto appena dietro alle parole impresse sulla carta, una dimensione un po’ diversa per ogni lettore, con sensazioni, emozioni ed immagini che difficilmente combaciano con quelle del poeta, ma non per questo sono da considerarsi sbagliate, anzi.
Questa è la magia della poesia.

Poeta vero e vero poeta era Giacomo Leopardi al quale, a esattamente 200 anni dalla pubblicazione del suo capolavoro giovanile, L’infinito, la casa editrice Einaudi Ragazzi ha deciso di dedicare un’edizione speciale incentrata su una delle sue più celebri creazioni.

Il libro, di sole 40 pagine, rappresenta una vera e propria chiave di accesso per quel mondo celato tra le righe di cui stavamo discorrendo, un modo variegato e nuovo di assaporare L’infinito: non più solo il semplice testo seguito da uno sterile commento, ma un meraviglioso viaggio, se pur breve, attraverso i versi di Leopardi, accompagnati dal pensiero vibrante di Daniele Aristarco, abilissimo nel parafrasare i quindici endecasillabi sciolti rivolgendosi direttamente al lettore, e dalle raffinate illustrazioni frutto della delicata inventiva di Marco Somà, per approdare in un luogo dove spazio e tempo si fondono, si plasmano a vicenda, si mescolano al potere delle parole.

Laddove arti figurative e poesia si fondono, si apre agli occhi del lettore un modo nuovo di vivere questo prezioso frammento del patrimonio culturale mondiale: un’ottima maniera per rendere giustizia allo scopo per il quale un’opera come L’infinito era stata creata, per far sognare e per vivere eternamente, o meglio, infinitamente.


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