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L’inaugurazione della Scuola d’Europa e l’intervento della senatrice a vita Liliana Segre

Scritto da il 28 Ottobre 2018

“Dal confronto nasce uno scontro e da uno scontro un accordo.”

Così Raffaella Rizzo, Direttrice Responsabile de La nuova Europa, ha concluso il suo intervento venerdì 26 Ottobre 2018 presso l’ Istituto Magistrale G. Caetani.
L’evento, “La scuola d’Europa: laboratori di cittadinanza e dialoghi sulla libertà”, verteva sull’inaugurazione della nuova scuola di cittadinanza europea del comune di Ventotene e sulla formazione dei laboratori di gruppo.
Molti, infatti, erano i ragazzi presenti, che insieme ai loro tutor, giovani studenti liceali ed universitari ormai formati dall’inestimabile esperienza di Ventotene, hanno intrapreso un percorso di formazione volto alla specializzazione in cittadinanza europea.

La Scuola d'Europa: laboratori di cittadinanza e dialoghi sulla libertà, con la partecipazione speciale della senatrice a vita Liliana Segre per una lectio magistralis a 80 anni dalle Leggi razziali.Ma partiamo alle origini: come nasce La Scuola D’Europa?
E’ un progetto di La Nuova Europa, un’associazione senza scopo di lucro composta da un gruppo di giornalisti di alto livello che, giorno dopo giorno, si impegnano a rilanciare quelli che sono i singoli diritti di ciascun cittadino europeo, il valore che questa cittadinanza, troppo spesso dimenticata, assume realmente.
Ma come puntare al perseguimento di questo scopo?
La riposta è una sola e molto probabilmente, caro lettore, sei proprio tu.
Noi ragazzi abbiamo lo straordinario potere di sapere apprendere ed insegnare allo stesso tempo, di relazionarci al meglio con la diversità, per un confronto, anche se spesso degenerante in uno scontro, e produttivo accordo.

Raffaella Rizzo, Flora Russo del Lycèe Balzac e Cristina Ceccarelli di Euphoria, si sono quindi soffermate sull’importanza di acquisire determinati valori nati dalla nostra comunità europea, e sulle modalità attraverso le quali sarà possibile, anche e soprattutto nel nostro piccolo, imparare da questi.

Ai giovani studenti presenti, poi, è stato posto il seguente questionario:  “Che cosa è la cittadinanza europea? Le voci per un questionario che orienti i giovani in vista delle elezioni del 2019.”
Il percorso intrapreso dai ragazzi, infatti, non ha solo il fine di educare ad un senso civico non indifferente, ma anche quello di redarre il Trattato dei giovani europei, che sarà presentato alla classe dirigente politica il prossimo anno.

I 10 giovani tutor, a fine della presentazione, hanno suddiviso in gruppi i nuovi studenti, iniziando quindi il percorso di formazione e sensibilizzazione ai diritti, doveri e valori della nostra comunità Europea.

a Scuola d'Europa: laboratori di cittadinanza e dialoghi sulla libertà, con la partecipazione speciale della senatrice a vita Liliana Segre per una lectio magistralis a 80 anni dalle Leggi razziali

Alle 11.30, però, la sala del Liceo ha preso un nuovo assetto: è entrata la senatrice a vita Liliana Segre, che ha tenuto una toccante e importantissima lectio magistralis a 80 anni dalla promulgazione delle Leggi razziali: “Io, noi, tutti. Solo la memoria ci rende una vera comunità.”

a Scuola d'Europa: laboratori di cittadinanza e dialoghi sulla libertà, con la partecipazione speciale della senatrice a vita Liliana Segre per una lectio magistralis a 80 anni dalle Leggi razziali.

Ed è proprio sul senso di comunità che Liliana Segre, divenuta senatrice a vita il 19 gennaio 2018, si è soffermata mentre ricordava le spiacevoli sorprese, le ingenue incomprensioni e i successivi mesi di terrore:

“Fummo veramente isolati da tutti ma solidali fra noi: le famiglie ebraiche diventavano strettamente unite e io mi ricordo quel piccolo gruppo familiare in cui l’amore l’uno per l’altro diventata importantissimo.”

All’età di 8 anni Liliana venne allontanata dalla scuola elementare e agli inizi del 1944 fu deportata, a soli 13 anni, al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, insieme al padre che perse qualche mese dopo.
Fu impiegata nel lavoro forzato presso una fabbrica di munizioni per circa un anno: continuò a sopravvivere grazie alla sua docile, ma quantomeno salvifica, corporatura.

La cosa che più dispiacque alla giovane bambina di 8 anni costretta ad abbandonare lo studio fu l’indifferenza:

“Quello che fu più difficile da accettare furono le compagne di scuola, la mia compagna di banco stessa, che non si accorsero che non ero a scuola. Ecco, questa loro indifferenza mi ferì molto all’epoca. Mi sentivo avvolta da una nebbia, quella nebbia che avvolge sempre i perdenti, da cui tutti cercano di distaccarsi perché è sempre facile essere amici del vincente, mai del perdente.”

Quando una comunità si dissolve e aleggia costante quel velo di indifferenza, la tragedia persiste e sussiste: questo il messaggio della senatrice, che ogni giorno continua la sua lotta a favore dell’importanza della memoria, del saper imparare dai nostri errori, per non commetterli nuovamente a distanza di anni.

Ecco perché quando le chiedono spesso il motivo per il quale si rifiuta di cancellare quel fatidico numero, 75190, dal suo avambraccio, che per una anno la indicò come semplice oggetto, Liliana risponde:

“E’ per ricordare la vergogna di chi ha fatto una cosa simile, è un numero importantissimo per me, ma allora ovviamente non era stato fatto con questo spirito; era stato fatto per togliere a migliaia di persone il proprio nome, per far diventare loro un semplice oggetto.”

Comunità, partecipazione, il contrario di indifferenza, e memoria si trovano quindi ad essere il trittico perfetto che ogni cittadino europeo, in relazione a ciascun individuo di etnia, sesso e religione diversa, dovrebbe sempre tenere a mente.

 

[sms_redbutton link=”https://www.voicebookradio.com/podcast/liliana-segre/”]Clicca qui per sentire l’intervista a Liliana Segre![/sms_redbutton]

 

[sms_redbutton link=”http://www.lanuovaeuropa.it”]Clicca qui per il sito di La nuova Europa![/sms_redbutton]

 


Opinione dei lettori
  1. Claudio Ricci   Di   15 Settembre 2019 alle 9:56

    ………la Storia e la memoria quindi devono far sempre parte della nostra vita! Solo così potremmo costituire una nuova Europa con valori veri!

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