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100 di questi Sordi, fra radio e cinema

Scritto da il 31 Ottobre 2020

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Guardo gli asini che volano nel ciel” – Alberto Sordi

Roma festeggia i 100 anni di Albertone con la rassegna fotografica L’Umanità Fragile alla Casa del Cinema, con il docu-film Siamo in un film di Alberto Sordi? che è stato presentato alla Festa del Cinema e con la mostra a Casa Sordi.

Il 21 ottobre scorso, alla Casa del Cinema di Roma a Villa Borghese è stata inaugurata la rassegna fotografica che onora i cento anni di Alberto Sordi, in contemporanea all’omaggio che gli è stato fatto nell’ambito della Festa del Cinema e in concomitanza con la mostra già aperta a casa Sordi.

La rassegna di fotografie si chiama L’umanità fragile ed è prodotta da Fondazione 3M. Il protagonista assoluto è l’Alberto nazionale in tutte le sue più umane sfaccettature. Lui che, meglio di chiunque altro, ha incarnato pregi, manie e difetti dell’italiano medio del secondo dopoguerra. Sordi è immortalato in 20 immagini scattate sui set dei film che lo hanno consacrato nella storia del cinema.

“Dietro lo sguardo severo del maestro di “Bravissimo” e quello baldanzoso del maturo provinciale de “Il diavolo”, le espressioni enfatiche dell’incapace imprenditore de “Il boom” e la normalità tragicamente spiazzata di cui è vittima il protagonista de “Il mafioso”, si nasconde un’umanità fragile che ride anche quando non dovrebbe, fantastica imprese che non porterà a compimento e obbedisce alle direttive borghesi più convenzionali”.

Tratto dal testo di presentazione della Mostra

Gli orari della Mostra

L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 28 novembre, dalle ore 16 alle 20 nei giorni infrasettimanali, con il prolungamento dell’orario al mattino (10 -13) nei weekend, in Largo Marcello Mastroianni 1 a Villa Borghese (www.casadelcinema.it).
La mostra è inserita all’interno di una serie di eventi commemorativi tra cui l’apertura al pubblico della sua residenza romana in Piazzale Numa Pompilio, su una collina con vista sulle Terme di Caracalla, dove l’attore ha vissuto dal 1958, visitabile fino al prossimo 31 gennaio.

Onori alla Festa del Cinema di Roma

Anche la XV edizione della Festa del Cinema (www.romacinemafest.it), conclusa da pochi giorni all’Auditorium Renzo Piano, ha reso omaggio all’attore con Siamo in un film di Alberto Sordi?. Si tratta di un docu-film di Steve Della Casa e Caterina Taricano realizzato grazie al prezioso materiale di archivio, che vede la partecipazione di amici di Sordi tra cui Vincenzo Mollica e Giuliano Montaldo.

I 100 anni di Alberto Sordi sono un evento che Roma e i romani attendevano e preparavano da tempo. Il perché è presto detto. La sua ascesa nel mondo del cinema è stata graduale, faticosa ed emblematica. Da semplice comparsa ad attore di prima grandezza ha lasciato ai posteri le tinte incancellabili della sua romanità genuina e un pò “ruffiana” che ha saputo conquistare generazioni intere.
Con Anna Magnani e Aldo Fabrizi è stato l’espressione più alta e verace di una città indolente e fiera che il grande cinema del dopoguerra ha raccontato in modo vero, a volte drammatico e a volte scanzonato.

La storia di Albertone in poche righe

Alberto Sordi avrebbe compiuto 100 anni il 15 giugno. È nato nel cuore di Trastevere, in una casetta nei pressi di San Cosimato che ormai non c’è più. Ma non fu il cinema la sua passione di ragazzo. Studiò infatti canto lirico, le sue doti vocali sono ben note a tutti. E nel 1936 la Fonit gli commissionò l’incisione di un disco di fiabe per bambini. Col ricavato partì per Milano per entrare all’Accademia dei filodrammatici che, però, lo “bocciò” per la sua marcata inflessione dialettale.

La Radio, primo amore

Tornó a Roma deciso più che mai a non arrendersi a quel rifiuto. E così fece il suo glorioso ingresso a Cinecittà per far da comparsa nel kolossal Scipione l’Africano. Partecipò poi al doppiaggio de La vita è meravigliosa di Frank Capra. Ma, prima ancora del grande schermo, amò la radio, colei che gli spalancò le porte della Rai. Il suo programma Vi parla Alberto Sordi fu il primo nella storia radiofonica ad avere il nome del conduttore nel titolo. Indimenticabili e, ancora oggi materia di studio per i moderni speaker, i personaggi che creò, fra cui l’amatissimo Mario Pio.

Il successo al Cinema

Dovette attendere gli anni cinquanta prima di imporsi sul grande schermo. Era il tempo della rinascita sociale e culturale e del realismo raccontato con storie semplici, quotidiane. Sarà un giovane Federico Fellini a dirigerlo in quel periodo ne Lo Sceicco Bianco e ne I vitelloni.
Il resto è storia.

Nel vissuto di ogni romano e nella memoria di ogni appassionato di cinema il suo nome è impresso a fuoco. Ma il suo grande successo è dovuto alla capacità che ha avuto di intrufolarsi con spavalderia nell’immaginario collettivo della gente più comune. Di qualsiasi età e di qualsiasi estrazione culturale. I suoi personaggi sono arrivati a chiunque con immediatezza, purezza e poesia. Primo fra tutti l’impareggiabile Marchese del Grillo, fino all’ultima, tenerissima apparizione in Nestore, ultima corsa.

Dalla gavetta al red carpet

Durante la sua carriera ha vinto 9 David di Donatello, 6 Nastri d’argento, un Orso d’oro e un Orso d’argento a Berlino, un Golden Globe e il Leone d’oro alla carriera alla Mostra del cinema di Venezia nel 1995. (www.albertosordi.it)

Chissà se all’Accademia di Milano lo rimpiangono ancora?
Buon centenario, Sor Marchese!


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