The Man Who Sold the World

Scritto da il 4 Novembre 2019

Durante la lettura si consiglia l’ascolto dell’album: “The Man Who Sold the World”

Il 4 novembre 1969 viene pubblicato The Man Who Sold the World, terzo album di David Bowie.

Deviando dalle atmosfere folk di Space Oddity e del glam rock di Hunky dory, l’album si posa ora su atmosfere dolci e malinconiche, ora su quelle prevalentemente rock di cui la chitarra Mick Ronson è protagonista.

Punto di partenza per i temi che poi svilupperà nella produzione successiva The Man Who Sold the World, rappresenta un microcosmo in cui la sperimentazione tecnologica, e non l’uomo, si trova al centro, e l’unico rischio è rappresentato delle idee.

Riprodotti in chiave fantascientifica, frutto dei suoi problemi familiari e delle paranoie, i demoni di Bowie combattono nello scenario apocalittico, in cui sullo sfondo dello sdoppiamento di personalità, isolamento e pazzia, s’innalza il superomismo nietzschiano.

Disco alternativo, è il lavoro di commistione di musicisti eccezionali: Mick Ronson alla chitarra, Tony Visconti al basso, e Mick Woodmansey alla batteria.

L’isterica visione, tra echi e riverberi, riceve una discreta accoglienza. Rolling Stones dice “uniformemente eccellente” e “un’esperienza stuzzicante quanto emozionante, ma solo per un ascoltatore sufficientemente integro da fronteggiare la sua schizofrenia”.

Comunque l’album si rivela un insuccesso commerciale soprattutto nel Regno Unito.

È con la pubblicazione di The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars (1972) e il riaffiorare delle reminescenze fantascientifiche, stavolta sviluppate più a fondo, che The Man Who Sold the World raggiunge il 24º posto nella Official Albums Chart.

Torna ancora in classifica dopo la morte di Bowie, con la 21esima posizione.

Tony Visconti lo definisce “quasi un manuale su come fare un disco alternativo”, tanto che The Cure, Gary Numan, e i Siouxsie and the Banshees saranno influenzati dalle atmosfere, celebrate anche da Kurt Cobain.

D’avanguardia anche la copertina, rappresentazione dell’ambiguità sessuale di Bowie, fotografato con un vestito di satin, steso su una sedia a sdraio.


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