Sanremo 2020: vince Diodato

Scritto da il 9 Febbraio 2020

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano: “Fai rumore – Diodato”.

Antonio Diodato ha vinto la 70esima edizione del Festival di Sanremo con la canzone “Fai rumore”. Alla sua terza volta sul palco dell’Ariston ha ottenuto anche il premio della critica “Mia Martini” e il premio della sala stampa “Lucio Dalla”. Si è classificato invece secondo Francesco Gabbani e terzi i Pinguini Tattici Nucleari.

Trentotto anni, nato ad Aosta ma di origini pugliesi, Diodato si era già fatto strada nell’ambiente sanremese tra le Nuove proposte nel 2014 e tra i big nel 2018, ma il grande successo è arrivato quest’anno.

La sua vittoria infatti non è stata una grandissima sorpresa, considerando che è stato primo nella classifica provvisoria già dall’inizio della finale di sabato. Da subito tra i favoriti, con il suo brano ha parlato della necessità di abbattere i muri dell’incomunicabilità: un vero e proprio inno alla complicità e al calore da ritrovare in un rapporto, che invece rischia di essere compromesso dal silenzio e la distanza.

Nei giorni scorsi, in conferenza stampa, il cantautore cresciuto a Taranto aveva spiegato il significato del suo brano:

Sarà capitato a tutti di allontanarsi da un’altra persona. Questo è un invito a far sentire la propria umanità con un rumore dolce. Quei silenzi che si creano rischiano di amplificare anche dei silenzi errati. È un invito a provare a non distruggere ciò che di buono c’è stato nel vissuto. Oggi ci sono due grandi divisioni nella nostra società: una parte troppo rumorosa composta da urlatori che si vogliono imporre con determinati slogan, dall’altra parte c’è un altro mondo che non si riconosce e che talvolta rimane troppo in silenzio. Ecco, questa canzone è anche un invito a loro a manifestare il loro dissenso facendo attenzione alle parole.

Fin dalla prima sera del Festival le sue performance sono state sempre perfette, alla fine della quale era già al terzo posto, senza allontanarsi mai dal podio. Nonostante le critiche che lo hanno descritto “troppo plastico, quasi finto” si è guadagnato da subito il favore della sala stampa ed è stato molto apprezzato nella serata delle cover, quando ha cantato insieme a Nina Zilli; lì i due artisti hanno rivisitato “24mila baci” di Celentano in chiave ancora più rock n’ roll.

In un post su Instagram, infatti, Diodato aveva annunciato di voler rendere omaggio a Celentano, in quanto “padre del rock n’ roll italiano“:

Io amo il rock’n’roll da sempre e in questi anni non avevo ancora avuto occasione di poter rendere omaggio a uno dei più grandi artisti italiani.

Ma cosa sappiamo della carriera di Antonio Diodato? Dopo aver passato l’infanzia a Taranto, si è trasferito a Roma. Ha realizzato i suoi primi lavori a Stoccolma, insieme ai DJ svedesi Sebastian Ingrosso e Steve Angello, che hanno a formato qualche anno dopo il celebre gruppo “Swedish House Mafia“. Tornato in Italia, si è laureato al DAMS dell’Università degli Studi Roma Tre in Cinema, televisione e nuovi media. Nel 2013 ha inciso il disco «E forse sono pazzo» e nel 2014 è arrivato secondo tra le Nuove Proposte di Sanremo con il brano “Babilonia“, vincendo però il Premio della giuria di qualità.

Dunque pare che per il cantautore salentino questo sia un periodo pieno di soddisfazioni, già annunciato dalla sua canzone “Che vita meravigliosa”, l’anno scorso colonna sonora del film La dea fortuna di Ozpetek, ma anche il titolo del nuovo album di inediti in uscita il 14 febbraio.

In queste settimane Diodato aveva dichiarato:

Sono stati mesi incredibili che mi stanno dando una soddisfazione immensa. Da “Che vita meravigliosa” a “Fai rumore” è stato compreso il pensiero che c’era dietro e questa è la cosa più importante. La cosa più bella è sentirsi dire: “hai scritto la mia canzone”. Questa è la cosa più bella per me.

In seguito all’uscita del disco sono già previsti due concerti: il 22 aprile a Milano all’Alcatraz e il 29 aprile all’Atlantico di Roma.

Dopo la vittoria, in conferenza stampa, non ha mancato di rendere omaggio alle sue origini, dedicandovi un pensiero particolare:

Voglio dedicare questo premio alla mia città, Taranto, è una città in cui bisogna fare rumore. Questo premio lo dedico a tutti quelli che lottano per una situazione insostenibile. […] Sono arrivato a questo successo dopo tanti anni di gavetta, e così si raggiunge la felicità. Nella vita ho avuto tante batoste, ho suonato in condizioni estreme, anche con pochissimi spettatori. Sono le cose che ho vissuto e ho imparato. Ho imparato a vedere otto persone davanti a me e a suonare per quelle otto persone, che avevano comprato il biglietto per me.

Antonio Diodato

E voi siete d’accordo con la classifica di questo 70esimo Festival? Fateci sapere quali sono le vostre canzoni preferite!


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