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Natale all’italiana: colori, sapori e tradizioni

Written by on 17 Novembre 2018

Siamo già al 18 Novembre e manca ormai poco più di un mese ad una delle festività più amate da grandi e piccini, il Natale.

È risaputo che nel nostro paese abbiamo appreso un modo tutto nostro di celebrare questa festività, e la variegata realtà regionale ha arricchito la nostra cultura con tante tradizioni, alcune più note, altre di meno.

Ad esempio, un evento curioso che avviene la sera del 13 Dicembre in tante località del sud Italia è quello dei falò (o “vampe”, a seconda della regione) in onore di Santa Lucia. In realtà, l’accensione di questi roghi non è legata al culto della Santa, ma fa parte della tradizione culturale di matrice greca, che vede nel fuoco il simbolo della festa.

Contrariamente a quanto siamo portati a pensare, al centro Italia appartiene invece la tradizione del presepe: fu infatti San Francesco d’Assisi ad allestire nel 1289 il primo presepe vivente tra le strade di Greccio, in Umbria. I primi a creare delle raffigurazioni dei personaggi della natività furono i toscani, mentre nel Seicento i partenopei iniziarono ad aggiungere alle figurine classiche scorci di vita quotidiana, come i pastorelli con le pecore o le lavandaie al ruscello.

Il periodo natalizio è anche tipico per i suoi dolci caratteristici: primi di tutti il panettone ed il pandoro. Mentre tutti conosciamo l’origine milanese del primo, ben pochi sanno che il pandoro era già conosciuto agli antichi Romani, anche se fu il veronese Domenico Melegatti a depositare la ricetta all’ufficio brevetti, nel 1894.
A questi dolci “icona” delle festività invernali, si aggiungono tante leccornie sparse per la penisola, dai nomi caratteristici almeno quanto il loro gusto.

In Calabria, ad esempio, le donne di casa impastano il grano duro con uova, liquori, miele ed anice, tagliano la pasta in piccoli pezzi e la friggono nel lardo: sono i cosiddetti “crustoli” o “turdiddri”, talmente caratteristici che fanno parte del vocabolario popolare (in dialetto calabrese una persona impacciata o incapace viene chiamata “crustolo”)

In Toscana, invece, è caratteristico il panforte, un dolce preparato con miele, frutta secca, canditi e spezie come cannella e noce moscata. Il gusto è molto dolce ma non sempre la preparazione procede bene, e questo impasto prende un gusto acido, “forte” per l’appunto.

Insomma, sono tante le tradizioni che caratterizzano le nostre vacanze natalizie, e fungono un po’ da testamento alle tante persone che si sentono protette e coccolate dalle tradizioni della propria terra!

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