Multa da 2,5 milioni di euro per Katy Perry: Dark Horse è un plagio

Scritto da il 6 Agosto 2019

Nel 2013 la star della musica pop Katy Perry fece uscire uno dei suoi singoli di maggior successo: Dark Horse, in collaborazione con il rapper Juicy J e il produttore Dr Lucke. Inizialmente pubblicato come singolo promozionale dell’album Prism, fu poi lanciato nuovamente come terzo singolo ufficiale dell’album visto il successo ottenuto e si posizionò come secondo brano più venduto del 2014, arrivando a vendere più di 13 milioni di copie e raggiungendo il miliardo di visualizzazioni su Vevo.

Nel 2014 il rapper Marcus Gray (in arte “Flame”) accusò Katy Perry, i co-autori e i produttori della canzone di aver plagiato il suo brano hip-hop Joyful Noise aprendo una causa presso il tribunale di Los Angeles.

Intanto il brano della stravagante stella statunitense continuò a collezionare successi, tra cui una certificazione di diamante e una nomination ai Grammy Awards 2015, motivo per cui fino a poco tempo fa nulla sembrava scalfire l’immagine della Perry.

Nell’estate 2019 la Giuria ha stabilito che parte del beat e della linea melodica di “Dark Horse” è identica a quella di “Joyful Noise” di Flame, e per questo ha condannato, oltre alla cantante, anche Juicy J, Sarah Hudson (autrice del testo insieme a Katy Perry), il produttore Dr. Luke, Max Martin, Henry Walter e la Capitol Records. Durante il processo sia la cantante che Dr Luke hanno spiegato di non aver mai ascoltato quella canzone prima, ma gli avvocati di Gray hanno ribattuto che il brano originale, pubblicato nel 2009, era già abbastanza famoso su Youtube e Spotify, oltre che candidato ai Grammy. Il rapper, inoltre, ha dichiarato di non aver apprezzato il video di “Dark Horse” che, tra l’altro, avrebbe enormemente danneggiato la sua immagine.

L’avvocato di Marcus Gray ha dichiarato che al suo assistito spetta una parte consistente degli oltre 35 milioni di euro di ricavi ottenuti dalla canzone che ha più di due miliardi e mezzo di visualizzazioni su Youtube e più di 600 milioni di stream su Spotify. La difesa, però, ha spiegato che a quella cifra andrebbero tolti i costi di produzione e altri fattori da sottrarre al conteggio totale, tanto che in fin dei conti la cantante ne avrebbe ricavato solo 2 milioni.

Dopo qualche giorno è arrivato il responso della Giuria: la cantante, i suoi collaboratori e la sua etichetta dovranno pagare 2 milioni e mezzo di euro a Marcus Gray e i suoi due coautori per plagio. Tuttavia della somma totale la cantante dovrà risarcire “solo” 500 mila euro, mentre la maggior parte della multa sarà pagata dalla Capitol.

Nonostante la cifra finale concordata sia molto più vicina alle richieste della difesa rispetto ai 18 milioni di euro chiesti dall’accusa, chi esce arricchito da questa vicenda è senza ombra di dubbio Gray. Il rapper infatti era fino ad oggi conosciuto solo in un ambiente ristretto, mentre ora, oltre ai soldi ricevuti, sta già usufruendo di un’enorme popolarità grazie ad un processo durato 5 anni.


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