Luci e ombre del 2019

Scritto da il 27 Dicembre 2019

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano: “Weightless – Marconi Union”

Il 2019 sfuma via come sabbia tra le dita, e come da copione ognuno di noi si ritrova a soppesare le molte luci e ombre che hanno segnato l’anno appena vissuto, a riflettere su cause e effetti, a rimuginare su quale riverbero tutta questa commistione di elementi avrà su se stessi e sugli altri nell’anno che verrà.
In ambito scientifico è altrettanto doveroso eseguire questa prassi, vista la mole di scoperte, successi e fallimenti dei quali questo importantissimo ambito del sapere è stato protagonista nel corso del 2019. (Ri)vediamo rapidamente i principali!

Innanzitutto, partiamo dai momenti trionfali che hanno conquistato l’attenzione e lo stupore dell’umanità negli ultimi 12 mesi: indimenticabile a questo proposito la prima fotografia scattata ad un buco nero della storia, un avvenimento epocale e destinato a fornire la prova principe dell’esistenza delle tanto discusse onde gravitazionali, ma anche l’esplorazione della superficie del corpo celeste più remoto che sia mai stato sorvolato dalle nostre sonde, l’asteroide 486958 Arrokoth, noto anche come Ultima Thule, grazie alla quale abbiamo avuto modo di vedere quale sia l’aspetto dei planetesimali; e ancora in ambito spaziale ha rappresentato un momento particolarmente significativo l’osservazione di 2I/Borisov, la prima stella cometa interstellare catturata dai nostri telescopi all’interno del Sistema Solare, nonché la conquista cinese del famoso “Dark Side of the Moon”, dove la missione Chang’e 4 ha trovato terreno fertile per coronare il proprio sogno. Senza dimenticare ovviamente la prima passeggiata spaziale interamente al femminile, un piccolo passo per Christina Koch e Jessica Meir, ma un grande passo per la mentalità umana.

Tuttavia lo spazio non è stato l’unico ramo della scienza sotto ai riflettori di quest’anno: una menzione speciale merita l’ambito informatico, dove a prendersi tutta la scena è stato il computer quantistico di Google, che con il suo processore Sycamore, in grado di eseguire in appena 3 minuti e 20 secondi un calcolo che al più potente processore classico richiederebbe 10mila anni, rappresenta un’autentica pietra miliare delle tecnologie del futuro.

Altre buone notizie sono poi giunte dal complesso e controverso mondo della medicina, dove il pionieristico campo dell’editing genetico sta aprendo la possibilità di sconfiggere un numero sempre maggiore di mali dell’umanità. A simboleggiare questa serie di traguardi non si può non designare l’incredibile balzo in avanti che gli scienziati hanno fatto (e sul quale stanno tutt’ora lavorando febbrilmente) per elaborare un vaccino funzionante contro l’HIV.

Veniamo ora all’inevitabile nota dolente di quest’anno, riassumibile in sole due parole: crisi climatica. Il clamoroso fallimento registrato dall’umanità su questo argomento di vitale importanza per la nostra (e altrui) sopravvivenza non è riscontrabile solo nel nulla di fatto in cui si è risolta la Cop25 di Madrid, per certi versi segnata dall’indifferenza generale, per altri addirittura osteggiata da alcune potenze mondiali che sembrano ancora non voler vedere la preoccupante realtà dei fatti, ma anche attraverso i numeri: è avvilente constatare come i livelli di CO2 registrati nell’atmosfera siano i più alti mai esistiti sul pianeta da prima della comparsa della nostra specie sulla Terra, e soprattutto come questo si traduca in oltre un milione di specie in pericolo, prime tra tutte le api. E se neanche questo è sufficiente a sottolineare adeguatamente la gravità della situazione, certamente basterà consultare l’ultimo rapporto Ipbes, secondo il quale è inconfutabilmente in corso la sesta estinzione di massa del pianeta, della quale siamo largamente responsabili.

Insomma, volendo tirare le somme di questo 2019, ritenete che un giorno verrà ricordato sui libri di storia come un anno di lucenti scoperte e di menti geniali in fermento, oppure come un momento di buia regressione dell’umanità proprio quando il gioco cominciava a farsi duro?


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