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L’importanza del staccarsi dall'”Ultimo Banco”, di Giovanni Floris

Written by on 18 Aprile 2018

Quanti ragazzi hanno almeno una volta sperato di arrivare prima a scuola per mettersi all’ultimo banco?
Quanti si sono compiaciuti dopo essersi messi d’accordo con il proprio compagno di avventure scolastiche che siede a fianco? Si tratta di un meccanismo, di un gesto spontaneo che da generazioni caratterizza ogni adolescente alla prese con la scuola.
Molto spesso, però, in questi ultimi anni la Scuola viene messa in secondo piano e non assume più il suo carattere formativo e stimolante , ma si lascia condizionare da quelli che sono gli stimoli esterni della società in cui viviamo.

Gli studenti non sono i voti che prendono; gli studenti non si stimolano da soli; gli studenti vanno coltivati proprio come si coltivano quelle piantine rare che tutti abbiamo in casa, alle quali mostriamo molta attenzione perché sono uniche e richiedono tempo e dedizione.
Così anche i ragazzi durante il periodo dell’adolescenza, durante il periodo scolastico che va dall’asilo fino all’esame di maturità, vanno stimolati, ma soprattutto valorizzati perché solo attraverso un giusto percorso di formazione saranno in grado di spiccare il volo autonomamente.

Questa, purtroppo, non è retorica ma è proprio ciò che si dovrebbe tenere sempre a mente quando ci confrontiamo con un giovane: non parliamo di talenti innati ma, come ci insegna l’anonimo del Sublime ai tempi dell’età ellenista e come sottolinea Giovanni Floris nel suo ultimo libro, di tutti quelli che se non vengono sviluppati, stimolati e confrontati in alcun modo, risultano vani.

Floris in “Ultimo banco”, in uscita giovedì 19 aprile (Edizione Solferino), si sofferma sull’importanza di una Scuola portatrice di quei valori civici fondamentali che sono alla base di ogni tipo di studio: il rispetto, l’impegno, quindi il sacrificio, la responsabilità, l’importanza del lavoro di gruppo, il senso del dovere e del rigore.
Il mondo della scuola dovrebbe esser un gioco di ruoli da rispettare: i professori devono ritrovare la loro aureola perduta e ritornare ad esser autorevoli di fronte ai ragazzi, invece di sentirsi abbandonati o addirittura condizionati dalle minacce e dai sempre più intollerabili atti di violenza (fisica o psicologica) di genitori e alunni, che dal canto loro hanno una posizione completamente diversa.

Perché Giovanni Floris parte dalla scuola?
Perché è dalla scuola che si impara ad esser cittadini. E’ dalla voglia di staccarsi dalla sicurezza del non esser interrogati all’ultimo banco che si cambia come mentalità, come paese. I professori insieme agli studenti possono creare il giusto antidoto per il profondo malessere che sembra affliggere la Scuola in questi ultimi anni.
Ad una delle istituzioni più importanti, ma anche più sottovalutate, è dedicato “Ultimo banco”: un libro per professori, alunni, genitori e noi tutti cittadini.

Presentazioni del libro:
Roma, 20 aprile – Feltrinelli di Galleria Sordi – 18:00 (con Enrico Letta e Antonio Polito)
Torino, 11 maggio –  Salone del Libro (Elsa Fornero)
Milano, 18 maggio – sede del «Corriere della Sera»- 18:00 (con Venanzio Postiglione).

 

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