La Cina introduce l’obbligo di scansione facciale per utilizzare gli smartphone

Scritto da il 2 Dicembre 2019

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano: “How to disappear completely – Radiohead”

Sorprendentemente tiepida tra gli utenti la reazione di chi sostiene l’utilità e chi al contrario è rimasto tutt’altro che rilassato di fronte all’ultima disposizione del governo cinese, più precisamente del ministero dell’Industria e dell’Information Technology, il quale ha appena emanato un provvedimento che permetterà a chiunque acquisti un nuovo smartphone o decida di attivare un numero telefonico di utilizzare il dispositivo solo se questo sarà associato al volto e all’identità del fruitore.

Detto altrimenti, non sarà più possibile tenere a freno i sistemi AI di riconoscimento facciale, finora più o meno facoltativi, e bisognerà accettare unilateralmente l’utilizzo dell’immagine del proprio volto al fine di verificare che chiunque utilizzi gli smartphone sia proprio chi dice di essere.

Saranno dunque gli operatori telefonici ad impugnare il diritto di sfruttare l’Intelligenza Artificiale per impedire l’anonimato in rete e verificare l’identità di ciascun utente sette giorni su sette, ventiquattr’ore al giorno, trecentosessantacinque giorni l’anno. Il tutto, come sostiene il governo cinese, sarebbe finalizzato alla “tutela di diritti legittimi e degli interessi dei cittadini online”.

Al momento non ci sono state proteste, manifestazioni di piazza, scontri o campagne social consistenti, ma non per questo bisogna pensare che il dibattito sul tema sia stato finalmente estinto, anzi.

Qual è la vostra opinione in merito?


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