Il muro della gentilezza approda anche a Milano

Scritto da il 13 Gennaio 2020

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano: “Warm – SG Lewis”

In un’Italia segnata dal freddo tagliente di queste giornate invernali, dal numero sempre più elevato di persone senza fissa dimora o che vivono in una condizione di povertà, e di conseguenza da una richiesta sempre più consistente di solidarietà, umanità e amore che le sole organizzazioni di volontariato (prima tra tutte la Caritas) faticano a soddisfare con il loro incessante lavoro, strappa un sorriso l’iniziativa da poco sorta nella città di Milano, dove è stato appena istituito il famoso “muro della gentilezza”, traduzione italiana del “wall of kindness”.

Con questa denominazione, spesso accompagnata dalla dicitura “se non ne hai bisogno lascialo, se hai bisogno prendilo”, si va ad indicare l’idea nata da alcuni anni a questa parte in alcune città sparse in tutto il mondo (dall’Iran alla Cina, dal Pakistan alla Svezia) per tendere la mano alle persone che si trovano in condizione di bisogno, per le quali anche solo possedere un cappotto in inverno può significare avere salva la vita. A differenza di altre associazioni benefiche, il muro della gentilezza rappresenta uno spazio fisico della città, dunque aperto h24, dove chiunque può lasciare appesi maglioni, giacche, cappelli, guanti, oggetti d’uso quotidiano ed indumenti di ogni genere anziché gettarli nella pattumiera quando non vanno più di moda o per qualsiasi altro motivo non possono più essere indossati da chi li ha acquistati.

Situato a pochi passi dalla Fabbrica del Vapore, in via Luigi Nono, il muro della gentilezza di Milano ha tra i propri punti di forza, oltre all’essere aperto e fruibile dalle persone bisognose giorno e notte, anche il fatto che, con gesti semplici e apparentemente insignificanti, come l’abbraccio di una sciarpa o la protezione di un cappotto di seconda mano, restituisce dignità e calore a quelle persone che sentono di aver perso presa sul loro avvenire. La sua istituzione nel capoluogo della Lombardia è merito dell’operato del collettivo “Tempio del Futuro”, che si augura una partecipazione sempre maggiore delle persone e soprattutto dei giovani all’iniziativa, come riporta un volontario:

L’obiettivo è quello di restituire a tutti il loro futuro perduto, coinvolgendo i ragazzi, e non solo, nelle iniziative come questa. Quando accadrà questo posto si chiamerà soltanto Tempio del Futuro.


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