I vantaggi della procrastinazione

Scritto da il 23 Dicembre 2019

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano: “The Lazy Song – Bruno Mars”

La procrastinazione è conosciuta in tutto il mondo con un’accezione negativa, un comportamento che vede l’individuo rinviare le proprie scelte con attività di minor rilevanza e decisamente più piacevoli. Pensatori di alto calibro, quali Steve Jobs e Steve Wozniak hanno usufruito di questa caratteristica per rivoluzionare la società, a dimostrazione del fatto che non sempre indugiare porta a degli svantaggi, anzi.

Secondo Adam Grant, professore dell’Università di Wharton, la procrastinazione oggi viene collegata all’inerzia e all’irresolutezza, mentre gli antichi Egizi credevano nel temporeggiamento: ciò significava che il momento opportuno per agire non era ancora arrivato. Sta di fatto che, se la procrastinazione è negativa per la produttività, avviene il contrario per l’ambito creativo. Un esempio lampante è stato Steve Jobs, il creatore della famosa azienda americana Apple, che prorogava i propri progetti in attesa di una maggior ispirazione. In questo caso si parla di procrastinazione strategica, ovvero sospendere ogni tipo di attività creativa in favore della produttività di idee.

Diversi sono i vantaggi apportati dalla procrastinazione: in primis si tratta di una condizione che permette all’individuo di riflettere sul quadro generale prima di prendere una decisione, vagliando così le diverse opportunità. Successivamente è possibile perfezionare le proprie ispirazioni e valutarle, consentendo di risparmiare tempo e proteggersi dall’iperproduttività.

Servendosi di una risonanza magnetica, gli studiosi dello “Structural and Functional Signature of Action Control” hanno dimostrato che la procrastinazione è dovuta alle maggiori dimensioni dell’amigdala, quella parte dell’encefalo in cui prevalgono le emozioni basiche, scoprendo così che un’amigdala di volume ragguardevole contrasta la funzione tra quest’ultima e la corteccia cingolata anteriore. Infatti, a causa della sua grandezza, essa genera un forte stato d’ansia mentre si sta svolgendo un determinato compito. Grazie a questo studio si è potuto appurare che la procrastinazione non è un fattore vincolato alla mera pigrizia.

Voi siete pro o contro la procrastinazione?


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