I pilastri assiri rivedono la luce

Scritto da il 10 Dicembre 2019

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano: “Introduction and Rondò Capriccioso – Saint-Saens”

Sono state riportate alla luce delle lastre assire risalenti al VIII-VII secolo a.C., nella regione di Duhok, nel Kurdistan iracheno settentrionale, con sopra scolpite alcune loro divinità sorrette da animali, lungo un canale fluviale scavato dalla popolazione e poi sepolto da terra e detriti del fiume. Il team di archeologi “Terre di Ninive”, coinvolto in una missione italo-curda nel sito archeologico di Faida, è stato guidato dal professore Daniele Morandi Benacossi dell’Università di Udine.

I pannelli, grandi cinque metri e larghi due, sono stati scolpiti presso l’antico fiume, lungo sette chilometri ed oggi ridotto a quattro, ormai quasi totalmente sepolto dai detriti della collina ai piedi della quale l’imponente opera è venne fatta costruire dal sovrano assiro Sargon nel 720-705 a.C. per irrigare i campi dell’entroterra del Ninive.

Nel 1972, l’archeologo inglese del British Museum Julian Raede era riuscito ad individuare tre delle lastre, solo che a causa dell’instabilità politica del paese non aveva potuto riportare alla luce i reperti. Nell’agosto del 2012, sette anni fa, gli archeologi italiani appartenenti al “Land of Nineveh Archaeological Project” sono riusciti ad individuare altri sei pilastri scolpiti.

E infine quest’anno, grazie alla collaborazione fra l’università italiana e la Direzione delle Antichità di Duhok e al sostegno del Consolato italiano a Erbil, si è riusciti a dissotterrare i reperti primamente individuati.

Vi interessa la civiltà assira? Cosa ne pensate?


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