Esiste o non esiste, è questo il dilemma

Scritto da il 25 Marzo 2020

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano: “Highway to Hell – AC/DC”

La morte è un’usanza che tutti, prima o poi, dobbiamo rispettare.

Jorge Louis Borges

Il terrore della morte, dell’ignoto è sempre esistito nell’uomo, e fin dall’antichità sono stati create leggende e mondi immaginari per riempire il vuoto che tanto ci ha sempre terrorizzato.

Nei sumeri, l’oltretomba non era poi così differente dalla vita, ci viene descritto nel mito di Innana, la dea del cielo e della terra, e della sua discesa nel mondo dei morti per fare le condoglianze alla sorella, suo opposto, Ereshkigal, vista la morte del consorte, narrata nell’epopea di Ghilgamesh. Nel mito l’aldilà, Kur, è una buia città composta da sette muta che la dividono in sezioni fino ad arrivare al castello della dea della morte.

Dell’aldilà babilonese si sa ben poco, viene descritto come un luogo di fuoco e orrori, dove le anime venivano torturate, questo popolo adorava gli dei tramite croci e immagini.

Duat era il nome del mondo dei morti egizio, a differenza di moltissime altre popolazioni questi non avevano timore della morte, era composta da più strati e più si andava in profondità più pericolosi erano i mostri che si incontravano nell’abisso. Il luogo riservato alle anime era lungo il cammino del sole, il percorso che Ra compiva ogni notte per risorgere il mattino seguente, scandito da dodici porte, una per ogni ora della notte. L’anima arrivava al tribunale dei morti, dove, posto davanti a 42 dei, doveva confessare i suoi crimini ed in seguito il suo cuore veniva posto su un piatto di una bilancia da Anubi, se questo risultava più leggero de La Piuma del Maat poteva accedere all’aldilà vero e proprio, se il cuore era più pesante veniva mangiato da Ammit il Divoratore e lo spirito cessava di esistere.

Anche nella mitologia greca e romana l’aldilà era un abisso, il Tartaro, ma il regno dei morti governato da Ade, da cui poi ha preso il nome anche il luogo, ne era solo la parte più superficiale e lontana dal fondo, dove nascevano i mostri. Per giungere all’Ade le anime veniva traghettate oltre lo Stige da Caronte, mostro figlio di Nyx, l’incarnazione della notte, in seguito venivano giudicate da una giuria di tre re antichi e in base ai sui peccati potevano succedere all’anima tre sorti: I Campi della Pena, dove gli spiriti malvagi venivano torturati per l’eternità e scontavano la loro punizione; Le Praterie degli Asfodeli, dove le anime miti, né buone né malvagie vagavano senza alcun ricordo di se; per ultimo I Campi Elisi, dove andavano i valorosi eroi, che avevano vissuto una vita degna di essere ricordata per i secoli e secoli a venire.

Il mondo dei morti celtico era l’Annwn, governato da Arawn, dio della caccia e legato al ciclo delle stagioni, generalmente descritto, nelle fonti più antiche come un luogo di felicità dove le preoccupazioni della vita terrena risultavano assenti, era diviso in tre cerchi: il primo, Abred, era il luogo di passaggio dove le anime dimenticavano la vita passata, coloro che non riuscivano a farlo si reincarnavano, mentre gli scorretti erano destinati a vagare nell’oscurità più buia dell’Annwn, tormentati dai cani della caccia selvaggia, di cui Arawn era a capo; il secondo cerchio chiamato Gwnfyd, era dove la maggior parte della anime trovava la felicità e solo pochissime passavano al terzo girone, di cui non si sa praticamente nulla.

Nella mitologia norrena, quindi per i vichinghi, esistevano tre Oltretomba: il Niflheimr, l’aldilà riservato ai figli degli dei della natura, dove il cibo era abbondante e la pace regnava; il Valhalla, il luogo dove i semidei morti con onore andavano ad allenarsi per l’eternità e venivano ribattezzati einheriar in attesa della battaglia finale tra dei e giganti, il Ragnarok; il Helheim, il regno dove andavano tutte le anime dei morti, senza distinzioni, governato da Hel, figlia del dio dell’inganno Loki.

Nella mitologia cinese l’anima era composta da due parti po, la parte che restava accanto al corpo, e hun, quella che ascendeva al cielo per ricongiungersi agli antenati ed iniziare una nuova vita in un mondo parallelo e del tutto simile a quello dei vivi.

Un giorno, interrogato sulla morte da un discepolo, Confucio rispose:

“Se non hai ancora compreso la vita come puoi pensare di

comprendere la morte?”

Nella cultura ebraica l’aldilà è il Gan Eden, il Giardino dell’Eden, dove furono creati Adamo ed Eva, dove si riuniscono sia i buoni che i malvagi ed i primi si troveranno più vicini a Dio, che si trova al centro.

Per i mussulmani è un luogo in totale contrapposizione con le privazioni che chiede loro la vita: si tratta di un’oasi celeste, dove scorrono limpidi ruscelli e abitano in luoghi di lusso totale.

Per i taoisti l’anima non è una sola, ma differenti che, una volta morto il corpo, si separano e si mischiano con altri per formare un nuovo individuo, eccetto la personalità, che svanisce, e lo Shen, il vero spirito, che torna al piano mentale superiore.

Gli induisti ed i buddisti vedono l’oltretomba come un luogo di transito in attesa di reincarnarsi in altri individui. Nell’induismo specialmente se l’anima è stata meritevole si reincarna in una persona appartenente ad una casta superiore alla è precedente, il contrario accade se l’anima è peccaminosa.

L’oltretomba islamico somiglia sotto una certa prospettiva a quello normanno: l’anima di un morto viene ad assegnato ad una delle quattro categorie degli abitanti del mondo dei morti – i graziati, gli onorati, i disprezzati ed i puniti – dove aspettano il Giorno del Giudizio.

Ad Allah apparteniamo e a Lui facciamo ritorno

Corano: II, 156

I cristiani si rifanno al celebre poema di Dante Alighieri, La Divina Commedia, per la divisione dell’oltretomba: il Paradiso, dove vanno le anime dei beati; il Purgatorio, dove coloro che si sono pentiti scontano gli anni per arrivare nel regno degli angeli; l’Inferno dove giungono i peccatori; ed infine il Limbo dove vagano le anime meritevoli morte prima della nascita di Cristo. Eppure nella tradizione non viene mai descritto l’aldilà cristiano nel dettaglio, perciò non si prende come specifico esempio la divisione in gironi effettuata dal fiorentino sopra citato.

Voi cosa credete ci sia dopo la morte?


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