Edith Piaf: passerotto della Chanson

Written by on 11 Ottobre 2019

Il 10 ottobre 1963 moriva Edith Giovanna Gassion, straordinaria interprete della Chanson, che ha dato adito al topos di una Francia romantica, tra cultura e salotti della belle epoque ormai svanita. E mentre la guerra imperversava violenta fontana di sangue, tra le strade di Parigi, Edith Piaf cantava per i tedeschi.

La sua statura minuta, come quella di un uccellino le vale proprio il soprannome di Piaf, passerotto. La sua voce invece era definita l’ugola insanguinata.

Finita la guerra, vola in America e al Versailles Piaf ha un immenso successo e viene applaudita da star dalla fama mondiale. È il preludio di carriera, durata 30 anni, segnata da canzoni straordinarie che costituiscono le coordinate per muoversi all’interno della costellazione di una una vita così travagliata che non metterà mai fine al sul vitalismo.

Tra le sue canzoni ricordiamo:

La vie en rose

Composta dalla Piaf nel 1945, poi musicata dal pianista Louiguy, è l’inno all’ottimismo. La vie en rose infatti si traduce letteralmente “vita in rosa”, dalle rosee aspettative.

Hymne a l’amour

Dedicata all’amore della sua vita, Marcel Cerdan, morto in un tragico incidente aereo nel 1949, viene registrata nel 1950.

Le parole struggenti e la musica di Monnot, conferiscono al brano quella nota tragica che culmina in uno spassionato ripiegamento amoroso, elevato a inno da intonare col il cuore in mano.

Famose le versioni di Nicole Martin e Utada Hikaro.

Non, je ne regrette rien

Scritta da Michel Vaucaire con una musica di Charles Dumont, è interpretata da Piaf nel 1960. La sua esibizione al Teatro Olympia risolleva il teatro dal un periodo di crisi, scongiurandone la chiusura.

È il manifesto di una vita senza rimpianti, la piena accettazione e consapevolezza degli accadimenti della vita nella buona e nella cattiva sorte.

Milord

Scritta da Georges Moustaki e musicata da Marguerite Monnot, la canzone è la storia di una prostituta che tenta di sedurre un Milord, un uomo della alta borghesia, nonostante lui abbia già una donna.

Padam Padam

Composta da Herni Contet e musicata da Norbert Glanzberg, Padam Padam è il suono, forse di un cuore che batte o un vezzo onomatopeico, che si ripetete incessantemente nella mente della cantante fino a personificarsi in un uomo.


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