Changes

Scritto da il 7 Gennaio 2020

Durante la lettura si coniglia l’ascolto del brano: “Changes – David Bowie”

Il 7 dicembre 1972 David Bowie rilasciava il brano Changes nel Regno Unito, poi confluito nell’album Hunky Dory.

Il singolo raggiunse la posizione numero 49 nella classifica inglese e 41 di quella americana. Inoltre fu l’ultima canzone del cantante live prima del ritiro dalle scene, al concerto benefico per l’organizzazione Keep a Child Alive.

Scritta durante un periodo di cambiamenti, la nascita del primo figlio, è una manifestazione di generale ottimismo e apertura.

Nasce dalla parodia di una canzone da nightclub e Bowie non pensava che sarebbe diventato uno dei suoi brani più famosi e molto richiesto nei live. È stato un brano irrinunciabile dal vivo a partire dallo Ziggy Stardust Tour 1972 fino allo Station to Station Tour 1976 e ancora dall’Hours Tour del 1999 e fino all’ultimo Reality Tour del 2003-04.

Probabilmente il pubblico si identificava con i versi:

These children that you spit on as they try to change their worlds, are immune to your consultations, they’re quite aware of what they’re going through.

Lo scontro generazionale è infatti uno dei temi della canzone:

Don’t tell them to grow up and out of it/Where’s your shame?/You’ve left us up to our necks in it

In un’intervista del 1968 per il Times il cantante disse:

Sentiamo che la generazione dei nostri genitori ha perso il controllo. Ha rinunciato, hanno paura del futuro. Credo che sia sostanzialmente colpa loro se le cose vanno così male.

Il tema principale è un’autocritica ai propri cambiamenti, al trasformismo a cui lo stesso artista è incline e alla percezione del pubblico.

Devo solo cambiare identità/Il tempo può cambiarmi/Ma io non posso inseguire il tempo

Inoltre in quel periodo Bowie aveva cominciato a suonare la tastiera per scrivere le sue canzoni e non a caso Changes risente di questo sound fresh. Il verso balbettato Ch-ch-ch-ch-changes sulla scorta di stile di My Generation degli Who con il verso “Pretty soon now you’re gonna get older” era un avviso che il rock stava cambiando. Non a caso il brano è stato incluso tra le 500 canzoni che hanno plasmato il rock and roll della Rock and Roll Hall of Fame.


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