Addio al MIUR come lo conosciamo oggi

Scritto da il 15 Gennaio 2020

Durante la lettura si consiglia l’ascolto del brano: “Double Trouble – Eric Clapton & Steve Winwood”

Il MIUR: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Un acronimo fondamentale della vita educativa e culturale del nostro Paese, un pilastro tra i ministeri che muovono il complesso macchinario della società italiana, ma soprattutto un organismo da poco nuovamente al centro (ad aprire le danze erano state le recenti dimissioni dell’ex ministro Lorenzo Fioramonti) di un acceso dibattito sorto a seguito del decreto legge operato dal presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte e firmato dal Capo dello Stato, che destinerà l’importantissima istituzione protagonista di questo articolo ad un repentino sdoppiamento. Una svolta epocale, ma forse neanche troppo, se si pensa che nel 2006, sotto il governo Prodi, un’analoga decisione era già stata presa, sebbene abbia avuto vita breve, dovuta al riaccorpamento del ministero nel 2008 con il governo Berlusconi.

Non si parlerà più “del MIUR”, ma di due dicasteri distinti: il primo per l’Università e la Ricerca (MUR), che si avvarrà di un segretariato, il secondo per l’Istruzione fino alla scuola secondaria di II grado (in acronimo MI), a sua volta suddiviso in due dipartimenti. A capo del MUR troveremo la figura di Gaetano Manfredi, mentre alla guida del MI avremo la docente e da poco dirigente scolastica Lucia Azzolina. Quanto alla distribuzione delle risorse, è stato fissato al 30 aprile il termine entro il quale presentare i dati amministrativi definitivi, anche se al momento si può già constatare che due terzi di esse verranno assegnate al MI e la restante parte sarà destinata al MUR.

Ad ogni modo, come si legge all’interno del testo del DL:

Gli incarichi dirigenziali comunque già conferiti presso l’amministrazione centrale del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto continuano ad avere efficacia sino all’attribuzione dei nuovi incarichi.

Riusciranno i due neonati ministeri ad adottare adeguate e tempestive misure contro le numerose scosse di assestamento che l’istruzione italiana sta subendo?


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