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Abbiamo inquinato anche lo spazio

Written by on 27 Aprile 2019

L’inciviltà umana ha portato a dare finalmente una risposta al quesito: “Siamo soli nell’universo?”

Beh, no. A fluttuare nello spazio, abbiamo trovato infatti la bellezza di 187400 chili di rifiuti, dalle palline da golf alle bandiere, dalle piume di falco ad alcuni apparecchi elettronici ormai inutilizzabili. E, sorpresa delle sorprese, se mai un giorno di questi dovesse precipitarci qualche oggetto del genere sulla testa, sarebbe solo merito nostro: siamo stati noi che, in decenni di scarichi di motori, materiali abbandonati per snellire il carico degli shuttle, oggetti lasciati sulla Luna per puro divertimento, abbiamo trasformato lo spazio intorno alla Terra in un’autentica discarica spaziale.

A lanciare l’allarme l’Orbital Debris Program Office della NASA, che segnala la presenza di circa 21 mila oggetti di medie dimensioni e più di 100 milioni di dimensioni ridotte.

Oltre al già delineato aspetto estetico che questa nuova frontiera dell’inquinamento comporta, questi rifiuti di vario genere rappresentano due problemi tutt’altro che trascurabili per noi terrestri: in primo luogo, non è escluso che quelli più resistenti, precipitando nell’atmosfera, possano raggiungere il suolo, creando (potenzialmente) ingenti danni a persone e cose; in secondo luogo, persino gli oggetti più piccoli, che viaggiano nello spazio ad una velocità di circa 7-8 chilometri orari, se entrassero in collisione con uno o più satelliti e veicoli in orbita potrebbero creare gravi (e costosi) malfunzionamenti agli stessi, compromettendo il lavoro dei dispositivi e la sicurezza di chi vive molto al di sotto di essi.

Come fare per risolvere entrambe le minacce?

La LADC (la commissione internazionale incaricata di stabilire le procedure da seguire quando un satellite viene dismesso) si sta attivando per studiare la soluzione migliore alle insidie appena evidenziate. Al momento, è stata proposta l’idea di fissare delle “orbite cimitero” entro le quali trasferire i detriti più ingombranti. Un’altra ipotesi è racchiusa nel cosiddetto “Progetto Vortex”, un’iniziativa NASA che prevede la costruzione di un inceneritore spaziale e di un macchinario per la produzione di fertilizzante che verrà poi impiegato per le piantagioni lunari.


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