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Chiacchere di cinema: il successo intramontabile di Friends

Written by on 6 Gennaio 2019

 

I’ll be there for you: così inizia una delle sigle televisive più conosciute al mondo. Sei parole, un significato immenso. Chi non vorrebbe sentirsele dire dalle persone più care? Probabilmente, in moltissimi.
Ed è proprio sull’esserci senza condizioni, no matter what, che si basa una delle sitcom più riuscite degli anni ’90: Friends. Da un’idea di Marta Kauffman e David Crane, la serie è stata trasmessa dal 1994 al 2004 per la rete televisiva NBC. Non è un caso che un successo così planetario sia avvenuto proprio al passaggio di un’epoca, assai delicata, che va dalla fine degli anni ’90, sino all’ingresso nel nuovo millennio.
Non stupisce nemmeno il fatto che i suoi protagonisti, grazie ad una clausola presente da sempre nei loro contratti,  percepiscano ancora i proventi che derivano dalle migliaia di repliche TV che numerosi canali ancora trasmettono, senza sosta. E si tratta di proventi sostanziosi, che si aggirano attorno ai milioni di dollari.

Ma qual è l’ingrediente determinante per una serie tv generazionale di questo calibro? Proviamo ad analizzarlo.

Stacco sullo skyline newyorkese, un soffice divanetto bianco piazzato davanti ad una fontana e sei amici dai jeans a zampa larga che aprono in contemporanea i propri ombrelli dai colori sgargianti.
Non si tratta dell’incipit di una pellicola di Woody Allen, anche se è sempre la grande mela a fungere da sfondo alle vicende narrate; è proprio con queste scene in sequenza rapidissima che si apre ogni episodio di Friends.
Nonostante le dieci stagioni, non proprio un numero indifferente, le puntate si guardano con scorrevolezza, grazie alla durata complessiva che non sfora mai la ventina di minuti. Un format, questa tipologia, largamente adoperato anche dai Tv shows più vicini ai giorni nostri, come “The Big Bang Theory” e “How I met your mother”, considerate, non a caso, degne eredi di Friends.

Il punto vincente

Per essere davvero accattivante e diventare una piacevole dipendenza, ogni prodotto televisivo che si rispetti deve avere una trama che crei empatia tra gli spettatori e il prodotto, così che lo schermo del televisore, pc o tablet che stiamo utilizzando, non sembri di molto più spesso di quello di una comune finestra, dalla quale guardiamo cosa succede ai nostri amici nella stanza accanto alla nostra.
Lo spioncino da cui sbirciamo è la serratura di un appartamento all’incrocio tra Bedford St. e Groove St., West Village, Manhattan: un confortevole appartamento di lilla pittato è la cornice le storie di Rachel, Monica, Phoebe e i loro amici Chandler, Ross e Joey.

Quel ‘quid’ in più

Grandissimo punto a favore di Friends è la caratterizzazione dei personaggi, ovvero la creazione di determinate tipologie di persone: si tratta di una tecnica utilizzata sia in letteratura che nelle pellicole, che consiste nell’attribuire ad ognuno delle caratteristiche specifiche, dei tratti distintivi, che ci aiutino a saper sempre individuare con semplici tratti i nostri beniamini.

Trama

Facciamo così la conoscenza dei fratelli Monica e Ross, lei chef newyorkese con un passato di obesità in adolescenza, nevrotica e maniaca dell’ordine, lui paleontologo con una grande passione per i dinosauri. Sarà proprio la figura di Ross a sviluppare, in seguito, il prototipo del nerd intellettuale (come ad esempio Sheldon Cooper).
Amici di vecchia data della coppia di fratelli sono le coinquiline Rachel, ragazza viziata e ricca di famiglia con l’intenzione di diventare indipendente sul lavoro e Phoebe, esuberante massaggiatrice con una passione per il canto (non proprio accompagnata da una voce divina , tutt’altro, ma è anche questo a renderlo molto umana e accattivante agli occhi del pubblico).
Infine, abbiamo gli altri due coinquilini, l’aspirante attore italo-americano Joey (su questo personaggio sarà realizzato uno spin off della serie madre) e l’affascinante Chandler, vanitoso uomo d’affari con un umorismo un po’ tagliente.

Vicende semplici,  ma efficaci: ogni episodio segue infatti le avventure lavorative, le amicizie e gli amori dei sei amici e di numerosi personaggi secondari.
Le battute inserite in sottofondo sono giustificate dal fatto che davvero ogni pochi secondi c’è una ragione per farsi strappare una risata!

Significato in pillole

Oltre all’appartamento di Monica e Rachel, un vero luogo simbolo della sitcom è il “Centra Perk”, storico bar di ritrovo della combriccola.
Perché non sederci con loro e guastare un caffè e una fetta di torta di mele appena sfornata?

La sigla di apertura inizia con le parole “Nessuno ti aveva avvisato che la vita sarebbe andata in questo modo”, ma se c’è una cosa che lo show insegna è proprio quella di non perdersi mai d’animo, di mordere la vita, qualunque cosa accada. Dopotutto, i veri amici saranno sempre lì per te.

Di seguito, alcune delle migliori scene della serie:


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